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Pratica di successione: documenti, tempi e passaggi

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline

Quando una persona muore, chi resta si trova davanti a una serie di adempimenti che nel linguaggio comune vanno sotto un unico nome: la pratica di successione. In concreto significa richiedere i certificati, avvisare le banche (che congelano i conti), verificare se esiste un testamento, raccogliere i documenti del patrimonio, inviare la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso e completare volture e trascrizioni. Non tutto richiede il notaio: la dichiarazione può essere presentata anche da soli con il servizio telematico dell'Agenzia, oppure tramite un CAF o un commercialista, mentre alcuni passaggi (la pubblicazione del testamento, la rinuncia davanti a un pubblico ufficiale, gli atti sugli immobili) restano riservati al notaio o ad altri uffici pubblici. Questa guida percorre la pratica dall'inizio alla fine dal punto di vista operativo: cosa fare, con quali documenti, in quanto tempo.

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (art. 456 c.c.). Da quel momento il patrimonio del defunto (beni, conti, immobili, ma anche debiti) è destinato a passare agli eredi, e la "pratica" è tutto ciò che serve per rendere effettivo quel passaggio: sul piano fiscale, con la dichiarazione di successione e il pagamento delle imposte; sul piano civilistico, con l'accettazione (o la rinuncia) dell'eredità e le relative trascrizioni; sul piano amministrativo, con le volture catastali e lo svincolo dei rapporti bancari.

Conviene distinguere subito due piani che spesso si confondono. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale: comunica all'Agenzia delle Entrate la composizione del patrimonio e chi sono i beneficiari. L'accettazione dell'eredità è invece un atto civilistico: è ciò che rende erede il chiamato. Si può aver presentato la dichiarazione senza aver formalmente accettato, e viceversa. La pratica completa li tocca entrambi.

Chi vuole capire prima di tutto chi eredita e in quali quote (successione legittima, testamento, legittimari) trova il quadro nella guida alla successione ereditaria; qui l'attenzione è sul percorso operativo.

I primi giorni: certificati, banche, ricerca del testamento

I primissimi adempimenti non hanno a che fare con il fisco. Il certificato di morte lo rilascia l'ufficio di stato civile del Comune; nei rapporti con le pubbliche amministrazioni lo sostituisce un'autocertificazione quando a dichiarare è il coniuge, un discendente o un ascendente del defunto (D.P.R. 445/2000, art. 46, lettera h). La dichiarazione di successione il certificato non lo chiede, chiunque la presenti: la data del decesso la indica chi presenta il modello, fra le dichiarazioni sostitutive del quadro EH, e un certificato va allegato solo per un decesso avvenuto all'estero (art. 30, comma 3, D.Lgs. 346/1990, e istruzioni del modello, Fascicolo 1). Il certificato lo chiedono invece, di solito, banche e assicurazioni.

La comunicazione del decesso alla banca va fatta presto, ed è bene sapere cosa comporta: l'istituto blocca i conti correnti, i depositi titoli e le cassette di sicurezza intestati al defunto. Lo impone la legge: l'art. 48 del D.Lgs. 346/1990 vieta ai debitori del defunto, banche comprese, di pagare agli eredi prima di aver ricevuto la prova che la dichiarazione di successione è stata presentata, o la dichiarazione scritta che non era dovuta. Sui conti cointestati la legge presume che il defunto ne possedesse una quota uguale a quella degli altri (art. 11 D.Lgs. 346/1990), ed è quella quota che entra nella successione. In pratica: i soldi tornano disponibili solo a valle della dichiarazione, ed è uno dei motivi per cui conviene non arrivare al dodicesimo mese.

Parallelamente va verificato se esiste un testamento. Il Registro generale dei testamenti, tenuto dall'Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della giustizia, iscrive i testamenti pubblici e segreti, gli olografi depositati formalmente da un notaio e i verbali di pubblicazione (L. 307/1981, art. 4); il certificato lo chiede chiunque vi abbia interesse, allegando il certificato di morte (L. 307/1981, art. 6), e costa 37,16 €. Un olografo tenuto in casa lì non compare finché qualcuno non lo fa pubblicare, e anche dopo il verbale impiega del tempo ad arrivare al Registro: per gli olografi non depositati il Ministero della giustizia consiglia di attendere almeno tre mesi dal decesso prima di chiedere il certificato. Un testamento olografo trovato in casa non si può semplicemente "usare": chi lo detiene deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione appena ha notizia della morte (art. 620 c.c.), e solo dopo la pubblicazione il testamento ha esecuzione.

Nei primi mesi va presa anche la decisione di fondo: accettare o rinunciare. Chi non intende ereditare, tipicamente perché i debiti superano l'attivo, può formalizzare la rinuncia all'eredità davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale (art. 519 c.c.). Chi vuole accettare ma teme il passivo può ricorrere all'accettazione con beneficio d'inventario. Attenzione a un termine spesso ignorato: il chiamato che si trova nel possesso dei beni ereditari (per esempio perché conviveva con il defunto) ha tre mesi per fare l'inventario, altrimenti è considerato erede puro e semplice (art. 485 c.c.). Fuori da questo caso, il diritto di accettare si prescrive in dieci anni.

La dichiarazione di successione: chi la presenta, come, entro quando

Il cuore fiscale della pratica è la dichiarazione di successione: va presentata all'Agenzia delle Entrate, per via telematica, entro 12 mesi dall'apertura della successione, quindi di regola dal decesso (art. 28, comma 1, e art. 31 D.Lgs. 346/1990). Basta che la presenti uno dei chiamati all'eredità o dei legatari per tutti, da solo con il servizio web dell'Agenzia, che oggi propone la dichiarazione precompilata, calcola i tributi e consente di chiedere nella stessa procedura la voltura degli immobili, oppure tramite un CAF, un commercialista o un notaio. Non è dovuta quando l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 € e non ci sono immobili né diritti reali immobiliari (art. 28, comma 7): se manca anche una sola delle tre condizioni, per esempio perché fra i beni c'è un box auto, l'obbligo torna.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione si autoliquida nella dichiarazione e si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione (artt. 33 e 37, nel testo riformato dal D.Lgs. 139/2024); ipotecaria, catastale, bollo e tasse ipotecarie si versano invece prima di presentare la dichiarazione (con il servizio web, con addebito sul conto contestuale all'invio). Chi supera i 12 mesi non perde l'eredità, ma paga la sanzione per omessa dichiarazione (art. 50). Obbligati, quadri, rateazione, sanzioni e ravvedimento sono spiegati nella guida alla dichiarazione di successione; aliquote e franchigie nella guida all'imposta di successione, i costi complessivi, notaio incluso, in quella sui costi della successione. Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano nel testo unico D.Lgs. 123/2025 (art. 205) e, per sanzioni e ravvedimento, nel testo unico D.Lgs. 173/2024: fino al 31 dicembre 2026 i riferimenti restano quelli indicati.

La dichiarazione in sé non richiede il notaio. Lo richiedono invece alcuni passaggi della pratica: la pubblicazione di un testamento olografo (art. 620 c.c.), mentre un testamento pubblico non si pubblica, ma passa fra gli atti tra vivi del notaio che lo ha ricevuto (L. 89/1913, art. 61); la rinuncia all'eredità e l'accettazione con beneficio d'inventario, che si fanno davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale; gli atti sugli immobili ereditati, come la divisione dei beni ereditari o la vendita. Per il resto la scelta fra notaio, CAF e fai da te dipende dalla complessità e dal valore in gioco, ed è messa a confronto, costi compresi, nella guida su notaio o CAF per la successione.

I documenti da raccogliere: l'elenco operativo

La parte più laboriosa della pratica è mettere insieme i documenti. L'elenco dipende dalla composizione del patrimonio, ma l'ossatura è questa:

  • Per le persone, l'albero genealogico con il coniuge e i parenti beneficiari, da allegare sempre; i dati del decesso, dichiarati nel modello (il certificato di morte serve solo per un decesso all'estero); il codice fiscale del defunto e di tutti gli eredi e legatari; documento d'identità di chi presenta; la dichiarazione sostitutiva sullo stato di famiglia del defunto, degli eredi e dei legatari quando i dati del quadro EH non bastano a ricostruirlo, o quando a presentare è il curatore o l'amministratore dell'eredità o l'esecutore testamentario (D.P.R. 445/2000; istruzioni del modello, Fascicolo 1).
  • Se c'è un testamento, la copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento; poi gli eventuali verbali di rinuncia all'eredità o di accettazione con beneficio d'inventario.
  • Per gli immobili, gli atti di provenienza (rogiti di acquisto, precedenti successioni o donazioni); visure e planimetrie catastali; per i terreni, una dichiarazione sostitutiva sulla destinazione urbanistica, che le istruzioni consigliano di allegare (il certificato del Comune il modello non lo chiede). Gli estratti catastali non vanno più allegati: il D.Lgs. 139/2024 ha abrogato la lettera dell'art. 30 che li chiedeva, perché i dati catastali l'Agenzia li ha già.
  • Per il patrimonio finanziario, le certificazioni bancarie e postali del saldo e degli interessi alla data del decesso, per conti, depositi e titoli; per le partecipazioni societarie, visure e documentazione sociale. Anche le criptovalute e gli altri asset digitali entrano nell'attivo ereditario, con i problemi pratici di accesso trattati nella guida alle criptovalute in successione.
  • Per ridurre l'attivo, i mutui e i debiti del defunto risultanti da atti scritti di data certa anteriore all'apertura della successione; spese mediche e chirurgiche degli ultimi sei mesi di vita pagate dagli eredi; quietanze delle spese funerarie, deducibili fino a 1.032,91 € (art. 24 D.Lgs. 346/1990).

Ogni banca, e ogni successione, aggiunge qualche pezzo alla lista. Per una checklist interattiva per scenario, con l'indicazione di chi rilascia ogni documento e in quale fase serve, c'è la checklist dei documenti per la successione.

I tempi della pratica, fase per fase

Quanto dura una pratica di successione? La legge fissa alcuni termini; il resto dipende soprattutto da quanto impiegano banche e intermediari a rilasciare le certificazioni e dalla complessità degli immobili. Questi sono i termini e i punti fermi:

AdempimentoTermine di legge o momento
Comunicazione alla banca e blocco dei contisubito
Presentazione dell'olografo al notaio per la pubblicazioneappena si ha notizia della morte (art. 620 c.c.)
Inventario, per il chiamato nel possesso dei beni3 mesi dall'apertura o dalla notizia (art. 485 c.c.)
Dichiarazione di successioneentro 12 mesi dall'apertura della successione (art. 31)
Ipotecaria, catastale, bollo, tasse ipotecarieprima della presentazione
Versamento dell'imposta di successione autoliquidataentro 90 giorni dal termine di presentazione (art. 37)
Voltura catastaleautomatica con la dichiarazione; se non chiesta, domanda entro 30 giorni dalla registrazione
Svincolo dei contidopo la prova della presentazione (art. 48)
Accettazione dell'ereditàil diritto si prescrive in 10 anni, salvo il caso dell'art. 485 c.c.

I 12 mesi sono il termine massimo, non il ritmo consigliato: finché la dichiarazione non è presentata i conti restano bloccati e gli immobili non sono volturati. E i tempi delle banche, per le certificazioni prima e per lo svincolo poi, variano molto da istituto a istituto: sono la voce su cui gli eredi hanno meno controllo.

Dopo la dichiarazione: volture, accettazione, trascrizioni

Presentata la dichiarazione, la pratica non è finita: restano i passaggi che rendono il trasferimento opponibile e utilizzabile.

La voltura catastale aggiorna l'intestazione degli immobili al catasto, dal defunto agli eredi. Con la dichiarazione telematica si esegue di norma in automatico; chi sceglie di non chiederla, o chi ha immobili dove vige il Libro fondiario, presenta la domanda a parte, entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione. È un adempimento fiscale-amministrativo: aggiorna il catasto, non i registri immobiliari.

Lo svincolo dei rapporti bancari avviene consegnando alla banca la prova della presentazione, di solito la copia conforme che si può chiedere nella dichiarazione stessa, oppure la dichiarazione scritta che non era dovuta, insieme alla documentazione sugli eredi. Da lì l'istituto liquida le somme secondo le quote.

Il passaggio più sottovalutato è la trascrizione dell'accettazione dell'eredità nei registri immobiliari (art. 2648 c.c.). L'accettazione può essere espressa, con un atto formale, o tacita, quando l'erede compie atti che presuppongono la volontà di accettare (art. 476 c.c.); in entrambi i casi, se nell'eredità ci sono immobili, la trascrizione garantisce la continuità delle trascrizioni. Se manca per l'erede che vende, il notaio la cura sulla base dello stesso atto di vendita (art. 2648, comma 3, c.c.); se manca per un passaggio precedente, per esempio in una successione più vecchia, quell'anello va ricostruito, e scoprirlo a ridosso del rogito fa slittare la data. Dal 18 dicembre 2025 la L. 182/2025 (art. 41) ha semplificato la trascrizione dell'accettazione tacita: può fondarsi su una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dell'erede, contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata. Serve anche perché la trascrizione del certificato di successione che l'Agenzia esegue con la dichiarazione non vale come trascrizione dell'acquisto (art. 5 D.Lgs. 347/1990). Non c'è un termine di legge, ma rinviare significa scoprire il problema nel momento peggiore: alla vendita. Chi ha in programma di vendere l'immobile ricevuto trova il percorso completo, trascrizione compresa, nella guida alla vendita della casa ereditata.

Chiusi questi passaggi, la successione è completa: patrimonio intestato agli eredi, imposte versate, registri allineati. Ciò che eventualmente segue (dividere i beni, vendere, reinvestire) appartiene già a un'altra pratica.

Domande frequenti

Chi fa la pratica di successione, e si può fare da soli?

La dichiarazione può presentarla anche uno degli eredi da solo, con il servizio web dell'Agenzia delle Entrate: quando il fai da te basta e quando conviene un CAF o un notaio è il tema del confronto fra notaio, CAF e fai da te.

Quanto tempo ci vuole per completare una pratica di successione?

Non c'è una durata fissa. La dichiarazione ha come termine massimo 12 mesi dall'apertura della successione, ma la durata reale dipende soprattutto dalla raccolta delle certificazioni bancarie e dei documenti sugli immobili. Dopo la presentazione restano i tempi della banca per lo svincolo dei conti; la voltura catastale è di norma automatica con la dichiarazione telematica.

Cosa succede se non presento la dichiarazione entro 12 mesi?

Non si perde l'eredità, ma scatta la sanzione per omessa dichiarazione (art. 50 D.Lgs. 346/1990): misura, riduzioni e ravvedimento sono nella guida alla dichiarazione di successione.

La banca può svincolare qualcosa prima della dichiarazione?

Di regola no (art. 48 D.Lgs. 346/1990), con un'eccezione stretta: se nell'eredità ci sono immobili e l'erede è uno solo e non ha più di 26 anni, la banca svincola quanto serve per pagare ipotecaria, catastale e bollo (art. 48, comma 4-bis).

Calcola le imposte di successione

Prima di presentare la dichiarazione conviene farsi un'idea di quanto si pagherà tra imposta di successione, ipotecaria e catastale: puoi stimarlo con il calcolatore delle imposte di successione, inserendo il grado di parentela e il valore dei beni. Per il dettaglio delle voci di costo, compresi gli onorari notarili, la pagina di riferimento resta la guida ai costi della successione.

Fonti

  1. D.Lgs. 346/1990 (TUS): dichiarazione di successione e esonero (art. 28), allegati (art. 30), termine di 12 mesi (art. 31), autoliquidazione e versamento (artt. 33 e 37), sanzione per omessa dichiarazione (art. 50), divieto di pagare agli eredi prima della prova della presentazione (art. 48), spese mediche e funerarie deducibili (art. 24)verificato 23 set 2026
  2. D.Lgs. 139/2024: autoliquidazione dell'imposta di successione per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, versamento entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, rateazioneverificato 23 set 2026
  3. Codice Civile: apertura della successione (art. 456), pubblicazione del testamento olografo (art. 620), accettazione espressa e tacita (artt. 470-476), inventario per il chiamato nel possesso dei beni (art. 485), rinuncia all'eredità (art. 519), trascrizione dell'accettazione (art. 2648)verificato 23 set 2026
  4. L. 182/2025 (Semplificazioni), art. 41: trascrizione dell'accettazione tacita dell'eredità sulla base di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata (modifica dell'art. 2648 c.c.)verificato 23 set 2026
  5. Agenzia delle Entrate: servizio web di dichiarazione di successione precompilata, con calcolo automatico dell'imposta e richiesta contestuale di voltura catastaleverificato 23 set 2026
  6. Agenzia delle Entrate: imposte dovute con la dichiarazione di successione, autoliquidazione per le successioni aperte dal 2025, termini di versamento e rateazione (pagina aggiornata il 15 luglio 2025)verificato 23 set 2026
  7. Agenzia delle Entrate: come presentare la dichiarazione, modello cartaceo solo per i residenti all'estero con impedimenti, voltura automatica o domanda entro 30 giorniverificato 23 set 2026
  8. Agenzia delle Entrate, FiscoOggi: la brochure sulla successione precompilata web, compilazione guidata, calcolo automatico dei tributi e invio telematicoverificato 23 set 2026
  9. D.Lgs. 123/2025, testo unico dell'imposta di registro e degli altri tributi indiretti: si applica dal 1° gennaio 2027 (art. 205)verificato 24 set 2026
  10. D.Lgs. 173/2024, testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali: si applica dal 1° gennaio 2027 (art. 102, modificato dall'art. 4, comma 1, del D.L. 200/2025)verificato 24 set 2026
  11. Ministero della giustizia: certificato del Registro generale dei testamenti, richiesta con modulo che consente le dichiarazioni sostitutive del D.P.R. 445/2000, costo di 37,16 € per certificato, attesa di almeno tre mesi dal decesso per gli olografi non depositativerificato 24 set 2026
  12. L. 307/1981: atti iscritti nel Registro generale dei testamenti (art. 4: testamenti pubblici e segreti, olografi depositati formalmente presso un notaio, verbali di pubblicazione); certificato a chi vi ha interesse, allegando il certificato di morte (art. 6)verificato 24 set 2026
  13. Legge notarile, art. 61: dopo la morte del testatore il testamento pubblico passa fra gli atti tra vivi del notaio, su richiesta di chi vi ha interesseverificato 24 set 2026
  14. D.Lgs. 347/1990, art. 5, comma 2: la trascrizione del certificato di successione non costituisce trascrizione degli acquisti a causa di morteverificato 24 set 2026
  15. D.P.R. 445/2000, art. 46, lettera h: dichiarazione sostitutiva di certificazione del decesso del coniuge, dell'ascendente o del discendenteverificato 24 set 2026
  16. Agenzia delle Entrate, istruzioni del modello di dichiarazione di successione (Fascicolo 1): documenti da allegare (albero genealogico sempre, stato di famiglia quando il quadro EH non basta, certificato di morte solo per i decessi all'estero, dichiarazione sostitutiva sulla destinazione urbanistica dei terreni), data del decesso dichiarata nel quadro EH, voltura catastale automatica, esclusa per gli immobili dove vige il Libro fondiarioverificato 24 set 2026

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