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Imposta di successione 2026: aliquote e franchigie

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline

Cos'è l'imposta di successione

L'imposta di successione è il tributo che grava sui beni e diritti trasferiti agli eredi al momento dell'apertura della successione. È disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 e si calcola applicando una aliquota differenziata, in funzione del rapporto di parentela tra erede e defunto, alla quota di patrimonio che eccede una franchigia personale.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 il D.Lgs. 139/2024, attuativo della legge delega L. 111/2023, ha cambiato il modo di liquidarla (la calcola il contribuente nella dichiarazione, non più l'ufficio) e ha abrogato la norma sul coacervo successorio. Le tre aliquote e le franchigie sono rimaste quelle fissate nel 2006 e integrate dalla legge finanziaria 2007, ora scritte nell'art. 7 del testo unico.

Cosa cambia dal 2025: l'addio al coacervo

Per anni l'Agenzia delle Entrate ha sostenuto che la franchigia di successione andasse ridotta del valore delle donazioni ricevute in vita dallo stesso defunto, il cosiddetto coacervo successorio (art. 8, comma 4, del testo unico): se un genitore aveva donato 700.000 € al figlio, alla sua morte la franchigia residua sarebbe stata di 300.000 €. Dal 2016 la Cassazione ritiene la norma implicitamente abrogata, perché incompatibile con le aliquote proporzionali introdotte con la riforma del 2000 (Cass. 24940/2016), e l'Agenzia si è adeguata con la circolare 29/E del 19 ottobre 2023.

Il D.Lgs. 139/2024 ha poi abrogato l'art. 8, comma 4, per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025. Le donazioni in vita non riducono la franchigia di successione: lo stesso figlio può ricevere in vita donazioni fino a 1 milione in franchigia e, alla morte del genitore, un'eredità che si confronta con una franchigia di successione piena.

Resta invece il cumulo fra donazioni: quelle ricevute in precedenza dallo stesso donante si sommano alla nuova, ai soli fini della franchigia (art. 57 del testo unico). Riguarda solo le donazioni e non tocca la successione.

Una cosa cambierà dal 2027, e riguarda dove sono scritte le norme, non cosa dicono. Il D.Lgs. 123/2025 ha approvato il testo unico dell'imposta di registro e degli altri tributi indiretti, che riunisce anche le regole su successioni e donazioni e abroga gli articoli corrispondenti del D.Lgs. 346/1990; si applica dal 1° gennaio 2027 (art. 205). Fino ad allora i riferimenti giusti restano quelli del D.Lgs. 346/1990.

Le aliquote 2026 in tabella

Aliquote e franchigie sono nell'art. 7 del D.Lgs. 346/1990, nel testo riscritto dal D.Lgs. 139/2024; sono le stesse dell'art. 2, commi 48 e 49-bis, del D.L. 262/2006, con la franchigia dei fratelli e quella per la disabilità grave aggiunte dalla legge finanziaria 2007:

Rapporto con il defuntoAliquotaFranchigia per beneficiario
Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori, nonni)4%1.000.000 €
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado6%nessuna
Tutti gli altri soggetti (compresi conviventi di fatto non uniti civilmente)8%nessuna
Beneficiari con disabilità grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992)4%-6%-8% secondo il grado di parentela1.500.000 € indipendentemente dal grado

Le aliquote si applicano alla quota di patrimonio che eccede la franchigia. La franchigia opera "per beneficiario" e non "per defunto": nello stesso lascito, due figli del defunto godono ciascuno di una propria franchigia da 1 milione, non di una unica franchigia da spartire.

C'è poi una regola che cambia il conto ogni volta che l'imposta è dovuta: la legge considera compresi nell'eredità denaro, gioielli e mobilia per il 10% del valore netto imponibile, anche se non dichiarati o dichiarati per meno, salvo un inventario analitico (art. 9, comma 2). Nelle istruzioni dell'Agenzia la presunzione si calcola sulla quota di ciascun erede al netto della franchigia, e i saldi dei conti correnti contano come crediti, non come denaro.

L'unione civile e la convivenza di fatto

La parte dell'unione civile costituita ai sensi della L. 76/2016 è equiparata al coniuge, con aliquota del 4% e franchigia di 1 milione: l'art. 1, comma 20, della stessa legge estende all'unione civile le disposizioni che la legge riferisce al coniuge.

Per il convivente di fatto, invece, non esiste alcuna equiparazione fiscale. Il contratto di convivenza (L. 76/2016) regola i soli rapporti patrimoniali tra i conviventi e non incide sulla successione: vale il divieto di patti successori (art. 458 c.c.), quindi il convivente non sposato ricade comunque nella categoria degli "altri soggetti" e sconta l'8% senza franchigia. Per lasciargli qualcosa servono il testamento (nei limiti della quota disponibile, salvi i diritti dei legittimari), che però non cambia l'aliquota dell'8%, oppure il matrimonio o l'unione civile. Restano fuori dall'eredità le somme di una polizza vita di cui il convivente è beneficiario, che le acquista per diritto proprio (art. 1920 c.c.), e se la casa di comune residenza era del defunto la legge gli riconosce il diritto di continuare ad abitarla per almeno due anni, fino a cinque a seconda della durata della convivenza (L. 76/2016, art. 1, comma 42).

Come si calcola l'imposta passo dopo passo

La sequenza di calcolo è la seguente.

  1. Massa attiva: il valore di tutti i beni e i diritti caduti in successione (immobili al valore catastale, partecipazioni, depositi, titoli non esenti).
  2. Passività deducibili: debiti del defunto documentati, spese mediche e chirurgiche degli ultimi sei mesi, spese funerarie fino a 1.032,91 € (art. 24, D.Lgs. 346/1990).
  3. Quota netta di ciascun erede, secondo il testamento o la successione legittima.
  4. Franchigia: si sottrae quella del singolo erede.
  5. Presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia, calcolata sulla quota al netto della franchigia, salvo che siano già dichiarati per almeno quell'importo o che ci sia un inventario analitico (art. 9, comma 2).
  6. Aliquota del grado di parentela sul totale.
  7. Imposte ipotecaria e catastale sui soli immobili (vedi sezione dedicata).
  8. Autoliquidazione dell'imposta nella dichiarazione di successione, con versamento entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione.

L'autoliquidazione, operativa dal 2025, sostituisce il vecchio avviso di liquidazione dell'ufficio. Il servizio web dell'Agenzia calcola l'imposta in automatico, ma i dati li mette chi dichiara: un errore in difetto emerge al controllo dell'Agenzia, che chiede la differenza con sanzione e interessi (art. 33, comma 3).

Imposta ipotecaria e catastale sugli immobili ereditati

Quando in successione cadono beni immobili, oltre all'imposta di successione si applicano due imposte indirette specifiche, disciplinate dal D.Lgs. 347/1990:

ImpostaMisura ordinariaMisura agevolata (prima casa erede)
Ipotecaria2% del valore catastale200 € fissi
Catastale1% del valore catastale200 € fissi

L'agevolazione "prima casa" in successione (art. 69, comma 3, L. 342/2000) richiede che almeno uno degli eredi abbia i requisiti della nota II-bis all'art. 1 della Tariffa, parte prima, del D.P.R. 131/1986: residenza nel comune dell'immobile, o trasferimento entro 18 mesi dall'apertura della successione, oppure attività di lavoro in quel comune; nessun'altra casa di abitazione nello stesso comune; nessuna casa in Italia comprata con le stesse agevolazioni, salvo impegnarsi a venderla entro due anni; abitazione di categoria diversa da A/1, A/8 e A/9. Chi vende o dona l'immobile prima di cinque anni senza ricomprare entro un anno un'altra abitazione principale perde il beneficio e paga le imposte ordinarie più una sovrattassa del 30% (nota II-bis, comma 4, richiamata dall'art. 69, comma 4, L. 342/2000).

Oltre alle due imposte, con immobili nell'asse si pagano per ogni conservatoria 85 € di bollo e 120 € di tassa per i servizi ipotecari e catastali (65 € per la trascrizione e 55 € per le volture), secondo le istruzioni dell'Agenzia alla dichiarazione.

Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita per questi coefficienti, gli stessi del nostro calcolatore; per l'imposta di successione quelli delle abitazioni sono discussi (vedi sotto):

ImmobileMoltiplicatore sulla rendita
Abitazione prima casa di un erede115,5 (= 1,05 × 110)
Altre abitazioni e categorie dei gruppi A e C (escluse A/10 e C/1)126 (= 1,05 × 120)
A/10, uffici e studi privati63 (= 1,05 × 60)
C/1, negozi e botteghe42,84 (= 1,05 × 40,8)

Per la prima casa di un erede ipotecaria e catastale sono fisse, quindi lì il valore serve solo per l'imposta di successione.

Il fattore 1,05 è la rivalutazione del 5% delle rendite prevista dall'art. 3, comma 48, della L. 662/1996.

Per l'imposta di successione c'è un margine di interpretazione, e riguarda ogni abitazione. Alla lettera dell'art. 34, comma 5, del testo unico il valore di un'abitazione non si rettifica se è almeno cento volte la rendita rivalutata (quindi 105), perché entrambi gli aumenti dei moltiplicatori, a 110 (L. 350/2003) e a 120 (L. 191/2004), valgono ai soli fini di registro, ipotecaria e catastale (per uffici, negozi e fabbricati dei gruppi D ed E il moltiplicatore di base fissato con decreto ministeriale è più basso, 50 o 34). FiscoOggi, la rivista dell'Agenzia, usa 100 per la prima casa dell'erede e 120 negli altri casi. L'Agenzia non ha chiarito il punto con un documento di prassi, osservava Il Sole 24 Ore nel 2020, e gli operatori usano spesso i moltiplicatori aumentati, 115,5 e 126, che non espongono a rettifica in nessuna lettura. Il nostro calcolatore fa lo stesso. Per coniuge e figli la differenza di solito non cambia niente, perché la quota resta sotto la franchigia; per fratelli, altri parenti ed estranei la base alla lettera è più bassa di un sesto su una casa che non è la loro prima casa (105 contro 126).

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1, Successione coniuge e due figli, immobile prima casa

Defunto: padre, senza testamento. Eredi: coniuge superstite e due figli. Asse ereditario: appartamento (rendita catastale 800 €, prima casa per il figlio che vive con la madre nello stesso comune) più conti correnti per 300.000 €.

  • Valore catastale immobile = 800 × 115,5 = 92.400 € (84.000 € con il moltiplicatore 105 della lettura letterale)
  • Massa attiva = 92.400 + 300.000 = 392.400 €
  • Quote di successione legittima (art. 581 c.c.): un terzo a testa del valore, 130.800 €, al lordo del diritto di abitazione che la madre acquista per legge sulla casa familiare (art. 540 c.c.) e che nella dichiarazione si indica a parte; con quote così lontane dalla franchigia l'imposta resta zero comunque.
  • Franchigia di ciascun erede: 1.000.000 €. Ogni quota ci sta dentro: imposta di successione = 0 € per tutti e tre, e senza imposta non c'è nemmeno la presunzione del 10%.
  • Imposta ipotecaria: 200 € (prima casa erede).
  • Imposta catastale: 200 € (prima casa erede).
  • Bollo e tassa per i servizi ipotecari e catastali: 85 + 120 = 205 €.
  • Totale imposte: 605 €, più l'onorario del professionista che presenta la dichiarazione, se ci si rivolge a uno.

Esempio 2, Successione tra fratelli

Defunta: sorella nubile, senza figli, genitori premorti. Erede unico: il fratello (art. 570 c.c.). Asse ereditario: 400.000 € in conti correnti e azioni, senza contanti né gioielli dichiarati.

  • Massa attiva = 400.000 €
  • Franchigia fratelli: 100.000 €
  • Quota al netto della franchigia = 300.000 €
  • Presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia = 30.000 €
  • Imponibile = 330.000 €
  • Imposta di successione = 330.000 × 6% = 19.800 €

Se fra i beni ci fosse stato un appartamento del valore catastale di 100.000 € (con il moltiplicatore di prassi) al posto di 100.000 € di liquidità, l'imposta di successione sarebbe rimasta 19.800 €, e si sarebbero aggiunti ipotecaria (2.000 €), catastale (1.000 €), bollo (85 €) e tassa per i servizi ipotecari e catastali (120 €): 3.205 € in più.

Esempio 3, Successione testamentaria a favore di un convivente di fatto

Defunto: uomo senza coniuge né figli né genitori, che con un testamento nomina erede universale la compagna convivente, non unita civilmente. Patrimonio: 500.000 €, di cui un immobile non di lusso con valore catastale di 200.000 €, che per la compagna non è prima casa, e 300.000 € in conti e titoli.

  • Aliquota: 8% (altri soggetti)
  • Franchigia: nessuna
  • Presunzione del 10% = 50.000 €
  • Imponibile = 550.000 €
  • Imposta di successione = 550.000 × 8% = 44.000 €
  • Imposta ipotecaria: 2% × 200.000 = 4.000 €
  • Imposta catastale: 1% × 200.000 = 2.000 €
  • Bollo e tassa per i servizi ipotecari e catastali: 205 €
  • Totale imposte: 50.205 €

Alla lettera dell'art. 34, comma 5 (vedi sopra), per l'imposta di successione la casa varrebbe 105/126 del valore catastale, cioè 166.666,67 €: imponibile 513.333,33 € e imposta di successione 41.066,67 €, mentre ipotecaria e catastale restano sul valore di 200.000 €.

Per un convivente di fatto la differenza la fa il matrimonio (o, per una coppia dello stesso sesso, l'unione civile): da coniuge, la stessa eredità sarebbe entrata nella franchigia di 1 milione. Le donazioni in vita al convivente non aiutano, perché scontano anch'esse l'8% senza franchigia.

Termini, sanzioni e adempimenti

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione (art. 31, D.Lgs. 346/1990). Come si compila e si presenta, passo per passo, è nella guida alla dichiarazione di successione. Dal 2025, con l'autoliquidazione, l'imposta va versata entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, quindi di regola entro 12 mesi e 90 giorni dall'apertura della successione (art. 37). Per importi non inferiori a 1.000 € è ammessa la rateizzazione: almeno il 20% entro il termine e il resto in 8 rate trimestrali, 12 se l'importo supera 20.000 € (art. 38).

Sanzioni per omessa dichiarazione: 120% dell'imposta liquidata, 45% se il ritardo non supera 30 giorni; se l'imposta non è dovuta, da 250 a 1.000 €, o da 150 a 500 € entro 30 giorni (art. 50, D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 87/2024 per le violazioni dal 1° settembre 2024; prima andava dal 120% al 240%). Per dichiarazione infedele, cioè beni omessi o indicati in modo infedele o passività inesistenti: 80% della differenza di imposta (art. 51).

Le sanzioni si riducono con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Una dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza paga un decimo del minimo previsto per l'omissione (comma 1, lett. c). Per un versamento dell'imposta mancato o insufficiente la riduzione cresce con il ritardo: un decimo del minimo entro 30 giorni, un nono entro 90 giorni, un ottavo entro un anno, un settimo oltre.

Domande frequenti

Quanto si paga di imposta di successione nel 2026?

Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli si applica il 4% sulla parte che eccede la franchigia di 1.000.000 € per ciascun erede; sotto questa soglia non si paga nulla. Per fratelli si applica il 6% sulla parte eccedente i 100.000 € per ciascun erede. Per altri parenti fino al 4° grado si applica il 6% senza franchigia. Per gli estranei l'8% senza franchigia. Quando l'imposta è dovuta, la base cresce del 10% presunto per denaro, gioielli e mobilia. Sui soli immobili si aggiungono ipotecaria 2% + catastale 1%, ridotte a 200 € l'una se almeno un erede ha i requisiti prima casa.

Cosa cambia con la riforma 2025?

Per chi eredita, due cose. È stata abrogata la norma sul coacervo successorio, già disapplicata da Cassazione e Agenzia: le donazioni ricevute in vita non riducono la franchigia di successione. E l'imposta la autoliquida il contribuente nella dichiarazione, invece di aspettare un avviso dell'Agenzia. Aliquote e franchigie non sono cambiate.

La franchigia di un milione vale per ogni figlio o complessiva?

Vale per ogni erede. Se due figli ereditano dal padre, ciascuno ha una propria franchigia personale di 1.000.000 €. Stesso meccanismo per il coniuge: ha una propria franchigia indipendente da quella dei figli. La franchigia non è "del defunto" da ripartire, ma di ciascun beneficiario, per quella successione.

Se il defunto mi aveva donato un milione di euro in vita, posso ricevere altro un milione in successione senza tasse?

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 sì: le donazioni ricevute in vita dal defunto non riducono la franchigia di successione, perché la norma sul coacervo è stata abrogata dal D.Lgs. 139/2024. Continua invece il cumulo fra donazioni: se il donante ti ha già fatto donazioni, queste si sommano alla nuova ai fini della franchigia di donazione (art. 57), ma non toccano quella di successione.

Quando si paga l'imposta di successione?

La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione; dal 2025 il contribuente calcola l'imposta e la versa entro 90 giorni dal termine di presentazione, oppure insieme alla dichiarazione con addebito sul conto. Per importi non inferiori a 1.000 € è possibile rateizzare (almeno il 20% entro il termine, poi 8 o 12 rate trimestrali secondo l'importo). Il vecchio avviso di liquidazione con pagamento entro 60 giorni resta solo per le successioni aperte prima del 1° gennaio 2025.

Su un immobile ereditato si paga sempre la doppia imposta ipocatastale?

Sì, ipotecaria 2% e catastale 1% sul valore catastale, con un minimo di 200 € ciascuna. Si pagano in misura fissa di 200 € ciascuna se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa per quell'immobile (residenza nel comune o trasferimento entro 18 mesi, nessun'altra casa nello stesso comune, nessuna casa comprata con le agevolazioni altrove, categoria diversa da A/1, A/8 e A/9). Basta un erede con i requisiti, e l'agevolazione vale per l'intero immobile.


Per stimare in pochi secondi le imposte e gli oneri specifici del proprio caso, è disponibile il calcolatore successione, aggiornato con le aliquote, le franchigie vigenti e il regime di autoliquidazione. Per un confronto fra il regime fiscale e civilistico della donazione e quello della successione, vedi la guida Donazione o successione: quale conviene?.

Fonti e riferimenti normativi:

Fonti

  1. D.Lgs. 346/1990 (TUS): aliquote e franchigie (art. 7), abrogazione del coacervo (art. 8, comma 4), presunzione del 10% (art. 9), spese funerarie (art. 24), autoliquidazione, versamento e rateazione (artt. 33, 37, 38), sanzioni (artt. 50 e 51), donazioni anteriori (art. 57)verificato 23 set 2026
  2. D.Lgs. 347/1990 - Testo Unico Imposte Ipotecaria e Catastaleverificato 23 set 2026
  3. Agenzia delle Entrate: aliquote e franchigie dell'art. 7, autoliquidazione, versamento entro 90 giorni, rateazioneverificato 23 set 2026
  4. Agenzia delle Entrate: modalità di calcolo dell'imposta di successione in autoliquidazione, con la presunzione del 10% su denaro, gioielli e mobiliaverificato 23 set 2026
  5. Agenzia delle Entrate, istruzioni della dichiarazione di successione: bollo 85 € e tassa per i servizi ipotecari e catastali 120 € per conservatoria; i saldi dei conti correnti sono crediti, non denaroverificato 23 set 2026
  6. FiscoOggi (Agenzia delle Entrate), risposta del 13 gennaio 2014: in successione il moltiplicatore delle abitazioni è 100 per la prima casa dell'erede e 120 negli altri casi, sulla rendita rivalutata del 5%verificato 23 set 2026
  7. Angelo Busani, Il Sole 24 Ore NT+ Fisco, 10 maggio 2020: l'Agenzia non ha mai chiarito se gli aumenti dei moltiplicatori del 2003 e del 2004 valgano per l'imposta di successione; nella prassi si usa il calcolo meno rischiosoverificato 23 set 2026
  8. Codice Civile: Codice Civile italiano (R.D. 262/1942)verificato 27 set 2026
  9. D.L. 262/2006: Reintroduzione imposta successioni e donazioniverificato 27 set 2026
  10. D.Lgs. 123/2025: Testo unico imposta di registro e altri tributi indirettiverificato 27 set 2026
  11. D.Lgs. 139/2024: Riforma imposte indirette (TUS rifusione 2024, donazioni/successioni)verificato 27 set 2026
  12. D.Lgs. 472/1997: Disposizioni generali sulle sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarieverificato 27 set 2026
  13. D.Lgs. 87/2024: Riforma sistema sanzionatorio tributario — sanzioni ridotte 30% → 25%verificato 27 set 2026
  14. D.P.R. 131/1986: Testo unico imposta di registro (TUR)verificato 27 set 2026
  15. L. 104/1992: Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappateverificato 27 set 2026
  16. L. 111/2023: Delega al Governo per la riforma fiscaleverificato 27 set 2026
  17. L. 191/2004: Conversione del D.L. 168/2004 (contenimento della spesa pubblica)verificato 27 set 2026
  18. L. 350/2003: Finanziaria 2004 — misure fiscali residenzialiverificato 27 set 2026
  19. L. 662/1996: Finanziaria 1997 — art. 3 c. 48 rivalutazione rendite catastali (+5%) ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastaleverificato 27 set 2026
  20. L. 76/2016: Regolamentazione delle unioni civili e disciplina convivenze (Legge Cirinnà)verificato 27 set 2026
  21. Circolare 29/E del 19 ottobre 2023: Circolare AdE su coacervo successorio e donativo nell'imposta su successioni e donazioniverificato 27 set 2026
  22. Cass. 24940/2016: Coacervo successorio — sentenza fondante sull'abrogazione implicita art. 8 c. 4 TUSverificato 23 mag 2026

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