La dichiarazione di successione è l'adempimento fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate che cosa ha lasciato il defunto e a chi va. Dal 2025 serve anche a calcolare e pagare le imposte, che gli eredi autoliquidano.
La regola sta nel D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, il testo unico dell'imposta sulle successioni e donazioni. L'imposta, soppressa nel 2001, è stata reintrodotta dal D.L. 262/2006, convertito dalla L. 286/2006, per le successioni aperte dal 3 ottobre 2006.
Chi la presenta e entro quando
A presentarla sono tenuti i chiamati all'eredità e i legatari, o i loro rappresentanti legali, gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell'assente, gli amministratori dell'eredità e i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari e, se c'è un trust testamentario, il trustee (art. 28 D.Lgs. 346/1990). Chi rinuncia all'eredità prima della scadenza, e lo comunica all'Agenzia, è esonerato (art. 28, comma 5).
Basta che la presenti uno degli obbligati perché gli altri siano liberati. In pratica la presenta uno degli eredi per tutti, da solo o con un intermediario: notaio, commercialista o CAF.
Non va presentata affatto quando ricorrono insieme tre condizioni (art. 28, comma 7): l'attivo ereditario non supera 100.000 €, l'eredità non comprende immobili o diritti reali immobiliari, e gli eredi sono soltanto il coniuge e i parenti in linea retta del defunto. Se anche una sola manca, per esempio perché nell'asse c'è un appartamento, qualunque sia il suo valore, la dichiarazione va presentata. E l'obbligo torna se una sopravvenienza fa venire meno le condizioni.
Il termine è di 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso (art. 456 c.c.). In alcuni casi decorre da una data successiva: per esempio, per chi accetta con beneficio d'inventario entro i 12 mesi, dalla scadenza del termine per l'inventario (art. 31, comma 2).
Chi la omette paga le sanzioni dell'art. 50 del D.Lgs. 346/1990, come modificato dal D.Lgs. 87/2024 per le violazioni dal 1° settembre 2024: 120% dell'imposta liquidata, oppure 45% se il ritardo non supera 30 giorni. Se non è dovuta imposta, la sanzione va da 250 a 1.000 € (da 150 a 500 € con un ritardo fino a 30 giorni). Il ravvedimento operoso la riduce, e conviene regolarizzare presto.
Come si presenta e cosa preparare
Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione si presenta in via telematica. Il vecchio Modello 4 cartaceo resta solo per i decessi anteriori al 3 ottobre 2006 e per integrare o sostituire una dichiarazione già presentata su quel modello; per chi risiede all'estero la legge ammette la spedizione con raccomandata o altro mezzo equivalente (art. 28, comma 1), e l'Agenzia accetta in via eccezionale il modello cartaceo quando la trasmissione telematica è impedita.
La trasmissione avviene per tre canali:
- direttamente dal contribuente, con l'applicativo nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS; è disponibile anche la versione precompilata;
- tramite un intermediario abilitato (notaio, commercialista, CAF);
- presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, prenotando un appuntamento: l'ufficio trasmette la dichiarazione compilata dal contribuente.
Con la dichiarazione telematica si chiede anche la voltura catastale degli immobili, che di norma si esegue in automatico. Chi decide di non chiederla deve presentare la domanda di voltura entro 30 giorni dalla registrazione.
I documenti da raccogliere dipendono da cosa c'è nell'eredità. Per il defunto e gli eredi servono il certificato di morte o l'autocertificazione (art. 30, comma 3), lo stato di famiglia del defunto alla data del decesso, anche in autocertificazione, i codici fiscali di tutti, il documento del dichiarante, l'eventuale testamento (con il verbale di pubblicazione se è olografo) e gli eventuali atti di rinuncia. Per gli immobili, le visure catastali aggiornate, da cui si prendono i dati da riportare, e gli atti di provenienza; gli estratti catastali non vanno più allegati, perché il D.Lgs. 139/2024 ha abrogato la lettera dell'art. 30 che li chiedeva. Per il resto, gli estratti conto bancari e postali alla data del decesso, i certificati di deposito titoli, la documentazione di partecipazioni e aziende e dei crediti verso terzi. L'elenco completo, con i tempi di ogni passaggio, è nella guida alla pratica di successione: documenti e tempi.
Le imposte da versare
L'imposta di successione dipende dal rapporto di parentela con ciascun beneficiario (art. 7, nel testo del D.Lgs. 139/2024 per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025): 4% per coniuge e parenti in linea retta oltre 1.000.000 € a testa, 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 €, 6% o 8% senza franchigia per gli altri; chi ha una disabilità grave riconosciuta (art. 3, comma 3, L. 104/1992) ha una franchigia di 1.500.000 €. Per gli immobili l'Agenzia non rettifica un valore dichiarato non inferiore a quello catastale (art. 34, comma 5). Per l'abitazione che è prima casa di un erede FiscoOggi, la rivista dell'Agenzia delle Entrate, indica il moltiplicatore 100 sulla rendita rivalutata (120 negli altri casi); l'Agenzia, rilevava Il Sole 24 Ore nel 2020, non ha mai chiarito se valga il moltiplicatore aumentato, e molti operatori usano 110, come fa il nostro calcolatore (115,5 sulla rendita non rivalutata). Aliquote, presunzione del 10% su denaro, gioielli e mobilia, beni esclusi ed esempi sono nella guida all'imposta di successione 2026.
Con immobili nell'asse si pagano anche l'ipotecaria del 2% e la catastale dell'1%, ciascuna con un minimo di 200 €, dovute pure quando la franchigia azzera l'imposta di successione; se almeno un erede ha i requisiti della prima casa scendono a 200 € ciascuna sull'intero immobile (art. 69, comma 3, L. 342/2000). Per ciascuna conservatoria si aggiungono 85 € di bollo e 120 € di tassa per i servizi ipotecari e catastali (65 per la trascrizione e 55 per le volture), e chi chiede nella dichiarazione la copia conforme, utile per svincolare i conti, paga in più 32 € di bollo e 16 € di tributi speciali. Requisiti della prima casa, decadenza e casi con più immobili sono nella guida alle imposte sugli immobili ereditati.
Ipotecaria, catastale, bollo e tasse ipotecarie si autoliquidano nella dichiarazione e si pagano al momento della presentazione (art. 33), con addebito sul conto corrente del dichiarante o dell'intermediario che la trasmette; chi la presenta in ufficio può pagare con F24.
L'imposta di successione segue un'altra strada. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 il D.Lgs. 139/2024 ha introdotto l'autoliquidazione: è il contribuente a calcolare l'imposta sui valori dichiarati e a versarla entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, senza attendere un avviso dell'Agenzia. L'ufficio controlla dopo e notifica un avviso soltanto in caso di maggiore imposta dovuta, da versare entro 60 giorni dalla notifica. Si può pagare insieme alla dichiarazione o dopo, entro i 90 giorni (art. 37). Se l'importo non è inferiore a 1.000 € si può rateizzare: almeno il 20% entro il termine, il resto in 8 rate trimestrali, o fino a 12 se l'importo supera 20.000 €, con gli interessi (art. 38).
Dal 1° gennaio 2027 le regole del D.Lgs. 346/1990 citate in questa guida passano nel testo unico dell'imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025), che abroga gli articoli corrispondenti del D.Lgs. 346/1990 e ne cambia la numerazione; fino al 31 dicembre 2026 i riferimenti restano quelli del D.Lgs. 346/1990. Dalla stessa data anche il ravvedimento passa nel testo unico delle sanzioni tributarie (art. 14 D.Lgs. 173/2024, che si applica dal 1° gennaio 2027 per l'art. 102), con la stessa riduzione a un decimo del minimo per la dichiarazione presentata entro 90 giorni.
Gli errori più comuni, e quando serve il notaio
Alcuni errori tornano spesso:
- dimenticare i conti cointestati: la quota del defunto entra nell'asse, e se non risulta diversamente le quote dei cointestatari si considerano uguali (art. 11, comma 2);
- confondersi sulle polizze vita: le somme che l'assicurazione paga ai beneficiari non entrano nell'attivo ereditario (art. 12, comma 1, lett. c), ma i premi pagati restano soggetti alle regole su collazione, imputazione e riduzione delle donazioni (art. 1923 c.c.);
- non indicare i debiti deducibili: si deducono se risultano da atto scritto di data certa anteriore all'apertura della successione (artt. 21-23), e vanno documentati;
- riportare male i dati catastali: vanno presi dalla visura aggiornata, e un disallineamento dell'intestazione blocca la voltura automatica.
La dichiarazione la possono presentare direttamente gli eredi. Il notaio è indispensabile per pubblicare un testamento olografo (art. 620 c.c.), e utile quando ci sono immobili da vendere o dividere dopo la successione, eredi residenti all'estero, minori o incapaci, oppure una rinuncia da valutare. In questi casi verifica a chi va davvero l'eredità e se ci sono i requisiti per le agevolazioni, cioè i due punti su cui una dichiarazione sbagliata costa di più.
Domande frequenti
Cosa succede se la dichiarazione di successione viene presentata oltre i 12 mesi?
Per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione è il 120% dell'imposta liquidata, il 45% con un ritardo fino a 30 giorni (prima del D.Lgs. 87/2024 andava dal 120% al 240%). Se non è dovuta imposta, la sanzione va da 250 a 1.000 euro, da 150 a 500 entro 30 giorni. Se la dichiarazione arriva entro 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento operoso riduce la sanzione a un decimo del minimo (art. 13, comma 1, lett. c, D.Lgs. 472/1997).
I titoli di Stato sono soggetti all'imposta di successione?
No. I titoli del debito pubblico, gli altri titoli di Stato e quelli equiparati, compresi gli analoghi titoli emessi dagli Stati dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo, non concorrono a formare l'attivo ereditario (art. 12, comma 1, lettere h e i, D.Lgs. 346/1990).
L'agevolazione prima casa in successione si applica a tutti gli eredi?
L'agevolazione si applica se almeno uno degli eredi ha i requisiti della prima casa e li dichiara nella dichiarazione di successione. Quando l'agevolazione spetta, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa (200 euro ciascuna) sull'intero immobile, non soltanto sulla quota dell'erede richiedente.
La dichiarazione di successione tiene luogo della voltura catastale?
Sì, di norma. La dichiarazione telematica è anche domanda di volture catastali, che il sistema esegue in automatico; chi sceglie di non chiederla deve presentare la domanda entro 30 giorni dalla registrazione. Conviene comunque controllare la visura aggiornata, perché un disallineamento dell'intestazione in catasto blocca la voltura automatica.
Per una stima delle imposte sul proprio caso, dall'imposta di successione a ipotecaria, catastale e tributi fissi, c'è il calcolatore della successione.