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Dichiarazione di Successione: Guida Completa alla Procedura 2026

Pubblicato il A cura di Redazione NotaiOnline

Dichiarazione di Successione: Guida Completa alla Procedura 2026

La dichiarazione di successione rappresenta un adempimento fiscale obbligatorio che gli eredi devono presentare all'Agenzia delle Entrate dopo il decesso di un familiare. Si tratta di un atto attraverso il quale lo Stato viene informato del trasferimento del patrimonio dal defunto ai suoi successori, con conseguente liquidazione delle imposte dovute.

La disciplina dell'imposta di successione trova il suo fondamento normativo nel D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, il Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, reintrodotta dalla Legge 286/2006 dopo un breve periodo di soppressione.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

L'obbligo di presentazione della dichiarazione di successione grava su diversi soggetti, individuati dall'art. 28 del D.Lgs. 346/1990. In particolare, sono tenuti alla presentazione:

  • gli eredi e i legatari, ovvero coloro che succedono nel patrimonio del defunto a titolo universale o particolare;
  • i chiamati all'eredità che non vi abbiano ancora rinunciato;
  • gli amministratori dell'eredità e i curatori dell'eredità giacente;
  • gli esecutori testamentari;
  • i trust, limitatamente ai beni conferiti dal disponente deceduto.

Quando esistono pi soggetti obbligati, la presentazione effettuata da uno di essi libera tutti gli altri dall'adempimento. In pratica, nella maggior parte dei casi la dichiarazione viene predisposta con l'assistenza di un professionista abilitato -- notaio, commercialista o CAF -- e sottoscritta da uno degli eredi per conto di tutti.

Casi di esonero

Non sussiste l'obbligo di presentazione della dichiarazione quando il patrimonio ereditario soddisfa contestualmente tutte le seguenti condizioni (art. 28, comma 7, D.Lgs. 346/1990):

  • il valore dell'attivo ereditario non supera 100.000 euro;
  • l'eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
  • gli eredi sono esclusivamente il coniuge e i parenti in linea retta del defunto.

Se anche una sola di queste condizioni non risulta soddisfatta -- ad esempio perch nell'asse ereditario figura un appartamento, indipendentemente dal suo valore -- la dichiarazione deve essere presentata.

Termine di presentazione

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso (art. 456 c.c.). Il termine decorre dal giorno del decesso e la scadenza cade nel giorno corrispondente del dodicesimo mese successivo.

In caso di presentazione tardiva, si applicano le sanzioni previste dall'art. 50 del D.Lgs. 346/1990: una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell'imposta liquidata, con un minimo di 250 euro. L'istituto del ravvedimento operoso consente tuttavia di ridurre significativamente le sanzioni, rendendo conveniente regolarizzare la posizione il prima possibile.

La dichiarazione telematica

Dal 1 gennaio 2019, la dichiarazione di successione deve essere presentata esclusivamente in modalit telematica, attraverso i servizi online dell'Agenzia delle Entrate. Il modello cartaceo (Modello 4) non risulta pi utilizzabile per le successioni apertesi a partire da tale data.

La trasmissione telematica avviene attraverso tre canali:

  1. Direttamente dal contribuente, tramite il servizio "Successioni web" disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS.
  2. Tramite un intermediario abilitato (notaio, commercialista, consulente del lavoro, CAF).
  3. Presso un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, che provvede alla trasmissione su richiesta del contribuente.

La procedura telematica presenta il vantaggio di generare automaticamente la richiesta di voltura catastale per gli immobili, eliminando un passaggio burocratico che in precedenza doveva essere gestito separatamente.

Documenti necessari

Per la predisposizione della dichiarazione di successione occorre raccogliere una serie di documenti, che variano in funzione della composizione del patrimonio ereditario:

Documenti relativi al defunto e agli eredi:

  • certificato di morte o autocertificazione;
  • stato di famiglia del defunto alla data del decesso;
  • codici fiscali di tutti gli eredi e del defunto;
  • documento di identit del dichiarante;
  • eventuale testamento (con verbale di pubblicazione se olografo);
  • eventuali atti di rinuncia all'eredit.

Documenti relativi ai beni immobili:

  • visure catastali aggiornate di tutti gli immobili;
  • atti di provenienza (rogiti, donazioni, successioni precedenti);
  • certificazione energetica (APE) se necessaria per successivi trasferimenti;
  • planimetrie catastali.

Documenti relativi ai beni mobili:

  • estratti conto bancari e postali alla data del decesso;
  • certificati di deposito titoli;
  • polizze vita con indicazione del beneficiario;
  • valore di partecipazioni societarie;
  • certificazione dei crediti verso terzi.

L'imposta di successione: aliquote e franchigie

Il sistema italiano dell'imposta di successione si fonda su un meccanismo di aliquote differenziate in ragione del grado di parentela tra il defunto e il beneficiario, con l'applicazione di franchigie (soglie di esenzione) che variano anch'esse in funzione del rapporto familiare.

Aliquote e franchigie per grado di parentela

Le aliquote e le franchigie vigenti, stabilite dall'art. 2, commi 48-50, del D.L. 262/2006 (convertito dalla L. 286/2006), sono le seguenti:

Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta):

  • Aliquota: 4% sul valore eccedente la franchigia
  • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario

In concreto, se un figlio eredita beni per un valore complessivo di 1.200.000 euro, l'imposta di successione si calcola applicando il 4% alla sola eccedenza di 200.000 euro, con un'imposta dovuta di 8.000 euro. Se il valore ereditato non supera il milione di euro, nessuna imposta di successione risulta dovuta.

Fratelli e sorelle:

  • Aliquota: 6% sul valore eccedente la franchigia
  • Franchigia: 100.000 euro per ciascun beneficiario

Parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado:

  • Aliquota: 6% sull'intero valore (nessuna franchigia)

Altri soggetti (estranei, conviventi non uniti civilmente, parenti oltre il quarto grado):

  • Aliquota: 8% sull'intero valore (nessuna franchigia)

Franchigia per soggetti portatori di handicap

Per i beneficiari portatori di handicap grave, ai sensi della Legge 104/1992, la franchigia risulta elevata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto.

Base imponibile

La base imponibile dell'imposta di successione varia in funzione della natura dei beni:

  • Immobili: il valore viene determinato secondo il criterio catastale, moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per i coefficienti previsti dalla legge (110 per la prima casa, 120 per fabbricati del gruppo catastale A, B e C, 140 per fabbricati del gruppo D, 60 per fabbricati del gruppo E). Per i terreni non edificabili, il reddito dominicale viene rivalutato del 25% e moltiplicato per 90.
  • Titoli di Stato e altri titoli equiparati: esenti dall'imposta di successione (art. 12, comma 1, lett. h e i, D.Lgs. 346/1990).
  • Azioni, obbligazioni e altri titoli: al valore di mercato alla data di apertura della successione.
  • Depositi bancari e postali: al saldo alla data del decesso.
  • Aziende: al valore del patrimonio netto contabile.

Imposte ipotecaria e catastale

Quando nell'asse ereditario sono presenti beni immobili, oltre all'imposta di successione risultano dovute le imposte ipotecaria e catastale, disciplinate dal D.Lgs. 347/1990:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili, con un minimo di 200 euro
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili, con un minimo di 200 euro

Queste imposte si applicano sulla medesima base imponibile catastale utilizzata per l'imposta di successione e sono dovute indipendentemente dall'applicazione o meno della franchigia sull'imposta principale.

Agevolazione prima casa in successione

Se tra gli immobili ereditati figura un'abitazione che almeno uno degli eredi intende destinare a propria residenza principale, risulta applicabile l'agevolazione "prima casa", che prevede:

  • imposta ipotecaria in misura fissa: 200 euro (anzich il 2%)
  • imposta catastale in misura fissa: 200 euro (anzich l'1%)

Per beneficiare dell'agevolazione, l'erede deve dichiarare nella dichiarazione di successione di voler destinare l'immobile a propria abitazione principale e deve trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l'immobile entro 18 mesi dalla presentazione della dichiarazione. L'agevolazione spetta a condizione che l'erede non sia titolare di diritti di propriet su altro immobile nel medesimo Comune e non abbia gi usufruito dei benefici prima casa su altro immobile nel territorio nazionale (salvo alienazione entro un anno).

L'agevolazione produce effetti sull'intera imposta e non solo sulla quota dell'erede che la richiede, a condizione che almeno uno dei coeredi sia in possesso dei requisiti.

Imposta di bollo e tributi speciali

Alla dichiarazione di successione telematica si applicano inoltre:

  • imposta di bollo: 85 euro (per ogni conservatoria coinvolta);
  • tassa ipotecaria: 35 euro per ciascuna conservatoria;
  • tributi speciali: variabili in funzione del numero di formalit richieste.

Come si paga

Le imposte ipotecaria e catastale, l'imposta di bollo e la tassa ipotecaria devono essere versate contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, mediante addebito diretto sul conto corrente del dichiarante.

L'imposta di successione, invece, viene liquidata dall'Agenzia delle Entrate successivamente alla presentazione della dichiarazione. L'ufficio notifica un avviso di liquidazione con l'indicazione dell'importo dovuto, che deve essere versato entro 60 giorni dalla notifica. Per importi superiori a 1.000 euro risulta possibile optare per il pagamento rateale: almeno il 20% entro 60 giorni dalla notifica, il residuo in 8 rate trimestrali (12 rate se l'importo supera 20.000 euro), con applicazione degli interessi legali.

Errori frequenti e come evitarli

La prassi evidenzia alcuni errori ricorrenti nella gestione della dichiarazione di successione:

  • Dimenticanza dei conti correnti cointestati: il saldo del conto cointestato al defunto concorre all'asse ereditario nella misura del 50% (o della diversa quota di titolarit), salvo prova contraria.
  • Omissione delle polizze vita: le somme corrisposte in forza di polizze vita sono esenti dall'imposta di successione (art. 12, comma 1, lett. c, D.Lgs. 346/1990), ma i premi versati negli ultimi sei mesi di vita del de cuius possono essere soggetti a collazione.
  • Mancata indicazione dei debiti deducibili: i debiti del defunto risultano deducibili dall'attivo ereditario, riducendo la base imponibile, a condizione che risultino da atto scritto di data certa anteriore all'apertura della successione.
  • Sottovalutazione degli immobili: sebbene sia possibile dichiarare il valore catastale (solitamente inferiore a quello di mercato), i dati devono corrispondere alle visure catastali aggiornate; eventuali difformit catastali non sanate possono generare contestazioni.

Il ruolo del notaio nella successione

Sebbene la dichiarazione di successione possa essere presentata direttamente dagli eredi, il ricorso a un notaio risulta particolarmente opportuno quando:

  • il patrimonio ereditario comprende beni immobili;
  • sussiste un testamento da pubblicare;
  • la composizione della compagine ereditaria risulta complessa (eredi residenti all'estero, minori, soggetti incapaci);
  • occorre procedere alla divisione ereditaria;
  • risulta necessario valutare la convenienza di una rinuncia all'eredit.

Il notaio assicura la corretta qualificazione giuridica della devoluzione, la verifica della sussistenza dei requisiti per le agevolazioni fiscali e la conformit della dichiarazione alla normativa vigente, evitando contestazioni e ritardi.


Domande frequenti

Cosa succede se la dichiarazione di successione viene presentata oltre i 12 mesi?

La presentazione tardiva comporta l'applicazione di sanzioni amministrative comprese tra il 120% e il 240% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Tuttavia, ricorrendo al ravvedimento operoso, le sanzioni possono essere ridotte in misura significativa: la riduzione dipende dal ritardo accumulato e pu arrivare fino a un decimo del minimo edittale se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza.

I titoli di Stato sono soggetti all'imposta di successione?

No. I titoli di Stato italiani e i titoli equiparati (come i Buoni fruttiferi postali e i titoli emessi da Stati appartenenti alla cosiddetta "white list") risultano esenti dall'imposta di successione ai sensi dell'art. 12, comma 1, lettere h) e i), del D.Lgs. 346/1990. Questi titoli non concorrono alla formazione dell'attivo ereditario.

L'agevolazione prima casa in successione si applica a tutti gli eredi?

L'agevolazione si applica a condizione che almeno uno degli eredi dichiari di voler destinare l'immobile ereditato a propria abitazione principale e possieda i requisiti previsti dalla legge. Quando l'agevolazione spetta, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa (200 euro ciascuna) sull'intero immobile, non soltanto sulla quota dell'erede richiedente.

La dichiarazione di successione tiene luogo della voltura catastale?

Con l'introduzione della dichiarazione telematica, la voltura catastale degli immobili viene generata automaticamente dal sistema al momento della presentazione. Non occorre pi presentare una domanda di voltura separata, come avveniva con il precedente modello cartaceo. Resta tuttavia necessario verificare che la voltura sia stata correttamente eseguita, consultando le visure catastali aggiornate.


Calcola le imposte di successione

Per stimare le imposte dovute sulla propria successione, comprensive di imposta di successione, imposte ipotecaria e catastale e altri tributi, si consiglia di utilizzare il calcolatore di successione disponibile su questo portale.


Fonti normative

  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 -- Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 -- Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale
  • D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla L. 24 novembre 2006, n. 286 -- Reintroduzione dell'imposta sulle successioni
  • Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 28 dicembre 2017 -- Approvazione del modello di dichiarazione di successione telematica

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere meramente informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per una valutazione specifica della propria situazione successoria si raccomanda di rivolgersi a un notaio o a un professionista abilitato.

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