La risposta breve
Per la sola dichiarazione di successione il notaio non è obbligatorio. La può trasmettere un erede da solo, dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, oppure un intermediario abilitato: l'Agenzia cita come esempi i professionisti e i CAF. Le imposte sono identiche in tutti i casi, perché le fissa la legge; cambia solo quanto costa il servizio.
Il notaio diventa necessario quando alla pratica fiscale si affianca un atto giuridico: la pubblicazione di un testamento olografo, la trascrizione dell'accettazione che serve per vendere o ipotecare un immobile ereditato. In quei casi chi parte dal CAF finisce comunque dal notaio, e paga due volte. La rinuncia all'eredità e l'accettazione con beneficio d'inventario, invece, le riceve il notaio oppure il cancelliere del tribunale (artt. 519 e 484 c.c.).
Chi può presentare la dichiarazione
Secondo le pagine dell'Agenzia, la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali si presenta in quattro modi: dall'applicativo nell'area riservata (con SPID, CIE o CNS), con il software dell'Agenzia installato sul proprio computer, tramite un intermediario abilitato, oppure compilandola e chiedendo la trasmissione a un ufficio dell'Agenzia, su appuntamento. Va presentata entro dodici mesi dall'apertura della successione (art. 31 D.Lgs. 346/1990).
Non sempre serve. Non c'è obbligo di dichiarazione se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 € e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (art. 28, comma 7). Con un immobile, anche piccolo, la dichiarazione va sempre fatta.
Gli articoli del D.Lgs. 346/1990 citati in questa guida sono quelli in vigore fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano nel testo unico dell'imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025), e cambieranno gli articoli da citare.
E il commercialista?
Il commercialista è un intermediario abilitato come il CAF: compila e trasmette la dichiarazione e può seguire gli aspetti fiscali più articolati (quote societarie, beni all'estero, redditi del defunto). Non può ricevere atti pubblici, quindi per testamento, rinuncia, beneficio d'inventario e trascrizione dell'accettazione vale quanto detto per il CAF. Il compenso è libero anche qui: si chiede un preventivo.
Come si svolge la pratica, chiunque la faccia
- Si raccolgono i documenti: dati del defunto e degli eredi, visure catastali aggiornate, estratti conto, eventuale testamento pubblicato. La lista completa è nella guida ai documenti e tempi della pratica di successione.
- Si calcolano i tributi sugli immobili e si versano prima della presentazione, di regola con addebito sul conto corrente indicato nella dichiarazione.
- Si trasmette la dichiarazione entro dodici mesi dall'apertura della successione.
- Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione, se dovuta, si autoliquida nella dichiarazione e si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione (art. 37 D.Lgs. 346/1990); si può rateizzare versando almeno il 20% entro il termine e il resto in otto rate trimestrali, fino a dodici per importi superiori a 20.000 €, ma la dilazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 € (art. 38).
- L'ufficio trascrive il certificato di successione e le volture catastali partono di regola in automatico.
- Se serve vendere o ipotecare un immobile, si trascrive l'accettazione dell'eredità con atto notarile.
Cosa cambia fra notaio e CAF
| Aspetto | Notaio | CAF |
|---|---|---|
| Compenso | Libero: circa 1.200 € più IVA in media per una pratica standard secondo i Notai di Torino; il nostro calcolatore stima 800-3.000 € più IVA secondo il valore dell'asse | Secondo il listino di ciascun CAF; per esempio un tariffario CAAF CGIL del 2024 chiede lo 0,55-0,80% dell'asse fino a 100.000 €, minimo 270-370 €, IVA inclusa |
| Imposte e tributi | Stessi importi | Stessi importi |
| Trascrizione del certificato e volture | Le chiede l'ufficio sulla base della dichiarazione, in entrambi i casi | Come per il notaio |
| Pubblicazione del testamento olografo | Sì, è un atto notarile | No |
| Rinuncia, beneficio d'inventario | Sì (in alternativa, il cancelliere del tribunale) | No |
| Trascrizione dell'accettazione dell'eredità | Sì, con atto pubblico o scrittura autenticata | No |
Due righe della tabella meritano una spiegazione. La trascrizione del certificato di successione la richiede l'ufficio, a spese degli eredi, chiunque abbia trasmesso la dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 347/1990), e le volture catastali partono di regola in automatico con la dichiarazione telematica: su questo notaio e CAF sono equivalenti. Ma quella trascrizione, dice lo stesso art. 5, non vale come trascrizione dell'acquisto dell'erede. Per quella serve l'accettazione dell'eredità in un atto pubblico o in una scrittura autenticata (art. 2648 c.c.), ed è lì che il CAF si ferma.
Le imposte, uguali per tutti
Sulla quota di ciascun erede si paga l'imposta di successione solo oltre la franchigia: 4% oltre 1.000.000 € per coniuge e parenti in linea retta, 6% oltre 100.000 € per fratelli e sorelle, 6% senza franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado e per gli affini indicati dalla legge, 8% per tutti gli altri (art. 7 D.Lgs. 346/1990). Per coniuge e figli, nella grande maggioranza dei casi, è zero. Il calcolo completo, con la presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia, è nella guida all'imposta di successione 2026.
Con un immobile si aggiungono i tributi che si versano prima di presentare la dichiarazione:
- imposta ipotecaria del 2% e catastale dell'1% sul valore catastale, con un minimo di 200 € ciascuna, oppure 200 € fissi ciascuna se almeno un erede ha i requisiti prima casa;
- 85 € di bollo per ogni conservatoria in cui si trovano gli immobili;
- 120 € di tassa per i servizi ipotecari e catastali per conservatoria, cioè 65 € per la trascrizione e 55 € per le volture, secondo le istruzioni dell'Agenzia alla dichiarazione.
Per ipotecaria e catastale il valore catastale di un'abitazione è la rendita per 126 (115,5 se è prima casa di un erede, ma lì queste imposte sono fisse). Per l'imposta di successione il moltiplicatore è discusso: alla lettera dell'art. 34, comma 5, D.Lgs. 346/1990 sarebbe 105 per ogni abitazione, perché gli aumenti successivi valgono per legge ai soli fini di registro, ipotecaria e catastale, ma l'Agenzia non ha mai chiarito il punto (lo rilevava Il Sole 24 Ore nel 2020) e molti operatori usano i moltiplicatori aumentati, 126 o 115,5, come il nostro calcolatore. Il perché è nella guida alla successione degli immobili.
Il compenso del CAF
Ogni CAF ha il proprio listino, di solito legato al valore dell'asse. Per dare un riferimento verificabile: il tariffario successioni pubblicato sul portale del CAAF CGIL di Piemonte, Valle d'Aosta, Sardegna e Umbria, in vigore da aprile 2024 e IVA inclusa, chiede agli iscritti lo 0,55% dell'asse fino a 100.000 € e lo 0,20% sulla parte eccedente, con un minimo di 270 €; ai non iscritti lo 0,80% e lo 0,30%, con un minimo di 370 €. Le volture oltre la prima e le visure si pagano a parte. Lo stesso listino ha anche una voce «Trasmissione telematica» da 30 € per gli iscritti e 60 € per i non iscritti, senza dire se si aggiunga alla percentuale quando la dichiarazione la compila il CAF stesso: è una delle cose da chiarire prima. Conviene chiedere il preventivo scritto prima di consegnare i documenti.
L'onorario del notaio
Per la dichiarazione di successione non esiste una tariffa: l'onorario è libero. I Notai di Torino indicano per una pratica standard una media intorno a 1.200 € più IVA, che sale con il numero di beni, di eredi e di conservatorie. Il nostro calcolatore usa quattro scaglioni sul valore dell'asse: 800 € più IVA fino a 100.000 €, 1.200 € fino a 500.000 €, 2.000 € fino a 1.000.000 € e 3.000 € oltre.
Sono stime di mercato, non importi dovuti: il preventivo del singolo studio può discostarsene in entrambe le direzioni.
Un esempio con un appartamento
Un figlio eredita dal padre un appartamento con rendita catastale di 600 €, che per lui non è prima casa, e nient'altro. Il valore catastale è 600 × 126 = 75.600 €.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imposta di successione (sotto la franchigia di 1.000.000 €) | 0 € |
| Imposta ipotecaria, 2% | 1.512 € |
| Imposta catastale, 1% | 756 € |
| Bollo | 85 € |
| Tassa per la trascrizione | 65 € |
| Tassa per le volture | 55 € |
| Totale tributi | 2.473 € |
Con la stima del nostro calcolatore per il notaio (800 € più 176 € di IVA) il totale è 3.449 €. Con il tariffario CAAF CGIL citato sopra, lo 0,80% dell'asse per un non iscritto fa 604,80 €, e il totale 3.077,80 €: circa 370 € in meno. Se il CAF aggiunge anche i 60 € della trasmissione telematica, il totale sale a 3.137,80 € e la differenza scende a circa 310 €. Per un iscritto (0,55%, cioè 415,80 €) il totale è 2.888,80 €, o 2.918,80 € con i 30 € della trasmissione. Con l'onorario medio indicato dai Notai di Torino (1.200 € più IVA, 1.464 €) si arriva invece a 3.937 €. La differenza vera, quindi, dipende dal preventivo che si riceve più che dalla categoria del professionista.
Il calcolatore della successione rifà il conto con la rendita, il grado di parentela e gli altri beni del proprio caso.
CAF o notaio: come decidere
Quando basta il CAF
Il CAF, o la compilazione in proprio, è la scelta naturale quando la successione è solo un adempimento fiscale: nessun testamento da pubblicare, eredi individuati e d'accordo, nessun erede che voglia rinunciare, nessun minore fra i chiamati, nessun immobile da vendere a breve. È il caso tipico del genitore che lascia al coniuge e ai figli la casa e un conto corrente.
Senza immobili il lavoro si riduce ancora: niente ipotecaria e catastale, niente bollo e tasse per conservatoria. E sotto i 100.000 € di attivo, se gli eredi sono coniuge e figli, la dichiarazione può non essere dovuta affatto.
Quando serve il notaio
- Con un testamento olografo. Chi lo possiede deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione appena ha notizia della morte (art. 620 c.c.), e alla dichiarazione di successione si allega la copia del verbale di pubblicazione. Il CAF non può pubblicarlo.
- Per rinunciare all'eredità. La rinuncia si fa con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (art. 519 c.c.). Chi rinuncia prima della scadenza, e lo comunica all'Agenzia, non deve presentare la dichiarazione (art. 28, comma 5, D.Lgs. 346/1990).
- Per accettare con beneficio d'inventario. Anche questa accettazione passa da un notaio o dal cancelliere (art. 484 c.c.), ed è l'unica possibile per minori, interdetti, minori emancipati e inabilitati (artt. 471 e 472 c.c.). Tiene separati i debiti del defunto dal patrimonio dell'erede.
- Per vendere o ipotecare l'immobile ereditato. Per vendere serve la continuità delle trascrizioni, quindi la trascrizione dell'accettazione (art. 2648 c.c.). Di solito la cura il notaio che stipula la vendita; affidargli anche la successione evita di mettere due professionisti sulla stessa pratica.
- Quando ci sono liti o dubbi sulla legittima. Se un erede contesta il testamento o ritiene lesa la propria quota, la dichiarazione è l'ultimo dei problemi: serve una consulenza giuridica, del notaio o di un avvocato.
Il costo dei singoli atti notarili che si aggiungono alla dichiarazione, dalla pubblicazione del testamento alla rinuncia, è nella guida su quanto costa la successione dal notaio.
In sintesi
| La tua situazione | Chi scegliere |
|---|---|
| Nessun testamento, eredi d'accordo, nessuna vendita in vista | CAF, commercialista o compilazione in proprio |
| Testamento olografo da pubblicare | Notaio (obbligatorio per la pubblicazione) |
| Un erede vuole rinunciare | Notaio o cancelliere del tribunale |
| Minori o incapaci fra gli eredi | Notaio o cancelliere, per il beneficio d'inventario |
| Immobile da vendere o da ipotecare | Notaio, per la trascrizione dell'accettazione |
| Solo conti e titoli sotto 100.000 €, coniuge e figli | Probabilmente nessuna dichiarazione (art. 28, comma 7) |
Per chiedere un preventivo a un professionista vicino a te puoi partire dalla directory dei notai.
Domande frequenti
Quanto costa fare la successione al CAF?
Dipende dal listino del singolo CAF, di solito calcolato sul valore dell'asse. Per esempio, il tariffario del CAAF CGIL di Piemonte, Valle d'Aosta, Sardegna e Umbria in vigore da aprile 2024 chiede, IVA inclusa, lo 0,55% dell'asse fino a 100.000 € agli iscritti (minimo 270 €) e lo 0,80% ai non iscritti (minimo 370 €). A questo si aggiungono i tributi di legge, che sono gli stessi dal notaio.
Quanto costa il notaio per la successione?
L'onorario è libero. I Notai di Torino indicano per una pratica standard circa 1.200 € più IVA in media; il nostro calcolatore stima 800 € più IVA fino a 100.000 € di asse, 1.200 € fino a 500.000 €, 2.000 € fino a 1.000.000 € e 3.000 € oltre.
Posso fare la successione da solo?
Sì. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un applicativo nell'area riservata e un software da installare, e su appuntamento un ufficio può trasmettere la dichiarazione compilata. È un'opzione ragionevole per un asse semplice, a patto di calcolare bene i tributi: l'imposta di successione si autoliquida, e un errore in difetto emerge al controllo con sanzione e interessi.
Il CAF fa anche la voltura catastale?
Le volture partono in automatico con la dichiarazione telematica, chiunque la trasmetta, salvo che si scelga di non avvalersene. Quello che il CAF non può fare è la trascrizione dell'accettazione dell'eredità, che richiede un atto pubblico o una scrittura autenticata.
Se ho iniziato la pratica al CAF posso passare al notaio?
Sì, finché la dichiarazione non è stata trasmessa la si può affidare a chiunque, e fino alla scadenza del termine una dichiarazione già presentata si può ancora modificare (art. 31, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Quanto spetta al CAF per il lavoro già svolto dipende dall'accordo preso con lui.