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Preventivo del Notaio: Come Leggerlo e Cosa Controllare

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline

Preventivo del Notaio: Come Leggerlo e Cosa Controllare

Ricevere un preventivo dal notaio e non sapere come interpretarlo è un'esperienza comune. Il documento presenta voci che mescolano terminologia fiscale e giuridica, importi che si sommano in modi non immediatamente intuitivi e una struttura che varia da studio a studio. Saper leggere un preventivo notarile significa poter confrontare offerte diverse su basi omogenee e, soprattutto, evitare sorprese al momento del saldo.

L'obbligo di preventivo

Dal 2012, il preventivo notarile non è una cortesia, ma un obbligo di legge. L'art. 9, comma 4, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1 (convertito in L. 24 marzo 2012, n. 27), stabilisce che il professionista è tenuto a rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico. A richiesta, è altresì tenuto a comunicare in forma scritta la previsione dei costi.

In termini pratici: chiunque si rivolga a un notaio ha il diritto di ottenere un preventivo scritto prima di conferire l'incarico. Il notaio non può rifiutarsi di fornirlo.

La struttura del preventivo

Un preventivo notarile ben fatto si compone di quattro macrovoci, ciascuna con una natura economica distinta.

1. Onorario del notaio

È il compenso per la prestazione intellettuale del professionista: l'attività di consulenza, verifica, redazione dell'atto, stipula e adempimenti successivi. Dal 2012, con l'abolizione delle tariffe notarili, l'onorario è liberamente determinato dal notaio (art. 9 D.L. 1/2012).

Questa è la sola voce su cui è possibile una reale negoziazione e su cui ha senso confrontare preventivi diversi. Le imposte, infatti, sono fissate dalla legge e identiche per qualunque notaio.

L'onorario varia in funzione di:

  • Tipo di atto (compravendita, mutuo, atto societario)
  • Valore dell'operazione
  • Complessità delle verifiche richieste
  • Localizzazione dello studio (i costi di gestione variano tra grandi città e centri minori)

Per una compravendita immobiliare residenziale standard, l'onorario si colloca generalmente tra 1.000 e 2.500 euro, a seconda del valore dell'immobile e della complessità dell'operazione.

2. Imposte e tasse

Sono le somme dovute allo Stato, che il notaio riscuote in qualità di sostituto d'imposta e versa all'Erario in sede di registrazione dell'atto. Il notaio non trattiene nulla su queste somme.

Per una compravendita da privato (persona fisica):

ImpostaPrima casaSeconda casa
Registro2% del valore catastale (min. 1.000 euro)9% del valore catastale (min. 1.000 euro)
Ipotecaria50 euro (fissa)50 euro (fissa)
Catastale50 euro (fissa)50 euro (fissa)

Per un acquisto da costruttore (soggetto IVA):

ImpostaPrima casaSeconda casa
IVA4% del prezzo10% del prezzo
Registro200 euro (fissa)200 euro (fissa)
Ipotecaria200 euro (fissa)200 euro (fissa)
Catastale200 euro (fissa)200 euro (fissa)

A queste si aggiungono l'imposta di bollo (230 euro per gli atti soggetti a IVA), la tassa ipotecaria (35 euro) e il diritto di voltura catastale (55 euro).

3. Spese vive (anticipazioni)

Sono i costi sostenuti dal notaio per conto del cliente nell'ambito dell'attività preparatoria:

  • Visure catastali (da 5 a 30 euro ciascuna)
  • Visure ipotecarie (da 7 a 40 euro ciascuna)
  • Certificati e attestazioni presso enti pubblici
  • Spese per la registrazione telematica
  • Spese postali e di archiviazione
  • Contributo al Consiglio Nazionale del Notariato
  • Diritto di archivio notarile (art. 6 L. 588/1994): 38 euro per atti con valore fino a 46.600 euro, importo crescente per valori superiori

Le spese vive sono generalmente di importo contenuto (100-300 euro complessivamente) e poco variabili tra uno studio e l'altro.

4. IVA

L'IVA al 22% si applica esclusivamente sull'onorario del notaio e sulle spese vive imponibili. Non si applica sulle imposte versate allo Stato (che non sono un corrispettivo di servizio ma un tributo).

Questo è un punto frequentemente frainteso: se l'onorario è 1.500 euro, l'IVA sull'onorario sarà 330 euro. Se le imposte ammontano a 5.000 euro, su queste non si aggiunge alcuna IVA.

Come leggere il totale

Il totale del preventivo è dunque la somma di:

Totale = Onorario + IVA sull'onorario + Imposte + Spese vive + IVA sulle spese

Un esempio concreto per una compravendita prima casa da privato con prezzo di 200.000 euro e rendita catastale di 800 euro:

VoceImporto
Imposta di registro (2% di 92.400 euro*)1.848 euro
Imposta ipotecaria50 euro
Imposta catastale50 euro
Diritto di archivio38 euro
Subtotale imposte1.986 euro
Onorario1.500 euro
IVA su onorario (22%)330 euro
Spese vive (visure, certificati, ecc.)200 euro
IVA su spese vive (22%)44 euro
Subtotale onorario e spese2.074 euro
TOTALE4.060 euro

Valore catastale = 800 x 115,5 = 92.400 euro

In questo esempio, le imposte rappresentano circa il 49% del totale e l'onorario il 37%. La proporzione varia significativamente in base al valore dell'immobile: per immobili di valore elevato, le imposte possono rappresentare l'80% o più del costo complessivo.

Come confrontare preventivi

Il confronto tra preventivi di notai diversi è utile, ma richiede attenzione per essere significativo.

Verificare che le imposte siano calcolate sulla stessa base. Se un notaio calcola le imposte sul valore catastale (regime del prezzo-valore) e un altro sul prezzo dichiarato, i totali non sono comparabili.

Isolare l'onorario. L'unica voce su cui il notaio ha discrezionalità è l'onorario. Confrontare i totali senza isolare l'onorario non ha senso, perché le imposte devono essere identiche.

Verificare la completezza. Un preventivo apparentemente più economico potrebbe omettere alcune voci (ad esempio, le spese di trascrizione o il contributo archivio) che verranno addebitate successivamente.

Confrontare a parità di servizio. Un onorario più basso potrebbe corrispondere a un servizio meno approfondito nella fase di verifica. Un onorario più alto potrebbe includere consulenza fiscale personalizzata, assistenza nella fase post-stipula o altri servizi aggiuntivi.

Richiedere preventivi a due o tre studi è una pratica ragionevole. Richiederne a dieci, nell'aspettativa di trovare un onorario drasticamente inferiore, è generalmente improduttivo: la variabilità tra studi della stessa zona è contenuta.

Quando il costo finale differisce dal preventivo

Il preventivo è una stima, non un contratto a prezzo fisso. Alcune circostanze possono determinare variazioni tra il preventivo iniziale e il costo finale.

Variazioni fisiologiche:

  • Necessità di visure aggiuntive non previste (ad esempio, per ricostruire una catena di proprietà complessa)
  • Operazioni accessorie non preventivate (cancellazione di ipoteche, frazionamento catastale)
  • Modifica delle condizioni dell'atto rispetto a quanto inizialmente comunicato (variazione del prezzo, aggiunta di pertinenze)

Variazioni patologiche (da contestare):

  • Addebito di voci non menzionate nel preventivo e non riconducibili a circostanze sopravvenute
  • Applicazione di imposte in misura diversa da quella di legge
  • Significativo scostamento dell'onorario senza motivazione

Se il costo finale si discosta significativamente dal preventivo, il notaio è tenuto a fornire una spiegazione dettagliata delle ragioni dello scostamento. In caso di disaccordo, è possibile rivolgersi al Consiglio Notarile distrettuale, che può esprimere un parere sulla congruità del compenso.

La richiesta di preventivo: informazioni da fornire

Per ottenere un preventivo accurato, è necessario comunicare al notaio tutte le informazioni rilevanti. Informazioni incomplete producono preventivi imprecisi, generando false aspettative.

Per una compravendita immobiliare, le informazioni essenziali sono:

  • Prezzo di acquisto
  • Rendita catastale dell'immobile (indicata nella visura catastale)
  • Categoria catastale (A/2, A/3, ecc.)
  • Se si tratta di prima o seconda casa
  • Se il venditore è un privato o un soggetto IVA (costruttore)
  • Se è previsto un mutuo e relativo importo
  • Eventuali pertinenze (garage, cantina) con relative rendite catastali
  • Eventuali particolarità (immobile in costruzione, provenienza donativa, ipoteche da cancellare)

Domande frequenti

Il notaio può chiedere un acconto prima della stipula? Sì. È prassi comune che il notaio richieda un acconto a copertura delle imposte, che devono essere versate all'Erario entro 30 giorni dalla stipula. L'acconto viene di norma richiesto prima della stipula e il saldo al ritiro delle copie. Le modalità di pagamento devono essere concordate preventivamente.

Se il rogito non si conclude, devo pagare il notaio? Se l'attività preparatoria è già stata svolta (visure, verifiche, redazione della bozza), il notaio ha diritto al rimborso delle spese sostenute e a un compenso per l'attività svolta, proporzionato al lavoro effettivamente prestato. Se l'incarico viene revocato prima dell'inizio dell'attività, nulla è dovuto.

Posso contestare l'onorario del notaio? Sì. In caso di disaccordo sull'entità del compenso, è possibile richiedere un parere di congruità al Consiglio Notarile distrettuale competente (art. 93 L. 89/1913). Il parere non è vincolante, ma costituisce un riferimento autorevole in caso di eventuale contenzioso.

L'IVA si paga anche sulle imposte? No. L'IVA al 22% si applica solo sull'onorario del notaio e sulle spese vive soggette a IVA. Le imposte (registro, ipotecaria, catastale) sono tributi erariali e non sono assoggettate a IVA.


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Fonti e riferimenti normativi

  • D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 9 (abolizione tariffe, obbligo preventivo)
  • Legge 24 marzo 2012, n. 27 (conversione D.L. 1/2012)
  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Testo Unico Imposta di Registro)
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 (Imposte ipotecaria e catastale)
  • Legge 22 novembre 1994, n. 588, art. 6 (diritto di archivio)
  • Legge 16 febbraio 1913, n. 89, art. 93

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza legale. Gli importi indicati sono a titolo esemplificativo e possono variare. Per un preventivo personalizzato è opportuno rivolgersi direttamente a un notaio.

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