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Aumento capitale SRL 2026: notaio, costi e iter

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline
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Costi notarili di cessione quote, aumento di capitale, modifica statuto e verbali: calcola la tua operazione.

Aumento capitale SRL: risposta rapida

L'aumento di capitale di una SRL richiede il notaio perché modifica lo statuto. La delibera dei soci, o la decisione degli amministratori se lo statuto contiene una delega, deve essere verbalizzata e depositata per l'iscrizione nel Registro Imprese entro 30 giorni. Senza iscrizione, la modifica non produce effetti secondo il meccanismo dell'art. 2436 c.c., richiamato per le SRL.

PuntoRegola pratica
NotaioNecessario per il verbale di modifica statutaria
Costo fiscaleImposta di registro fissa 200 €
Altri costiBollo, diritti Registro Imprese e onorario notarile
Aumento a pagamentoEntrano nuovi conferimenti in denaro o natura
Aumento gratuitoSi usano riserve disponibili già presenti in bilancio

Vale la pena chiarire subito un punto che genera confusione: non tutte le decisioni dei soci di una SRL impongono il notaio, ma la modifica del capitale sì. Cambia lo statuto, e ogni modifica statutaria viaggia sul binario dell'atto pubblico.

A pagamento o gratuito: due strade diverse

L'aumento a pagamento è quello che porta soldi nuovi in azienda. I soci, o nuovi entranti, sottoscrivono le quote di nuova emissione e le liberano con conferimenti in denaro o in natura (art. 2464 c.c.). Ai soci preesistenti spetta il diritto di sottoscrivere in proporzione alla quota già posseduta, salvo che la decisione consenta l'ingresso di terzi (art. 2481-bis c.c.). È l'operazione tipica di chi cerca capitali freschi o fa entrare un investitore.

L'aumento gratuito funziona in modo opposto: nessun denaro entra. La società imputa a capitale riserve disponibili o altri fondi già iscritti in bilancio (art. 2481-ter c.c.). In pratica si sposta una posta dal patrimonio netto al capitale sociale, irrobustendo la cifra nominale senza che i soci versino nulla. Le quote restano ripartite nelle stesse proporzioni di prima. Si sceglie questa via, di solito, per dare maggiore solidità formale alla società agli occhi di banche e fornitori.

In entrambi i casi la delibera è verbalizzata dal notaio. La differenza fiscale e patrimoniale è grande; la forma dell'atto, no.

La delega agli amministratori non salta il notaio

Un equivoco frequente riguarda la delega. Lo statuto può attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale entro un certo ammontare e per un dato periodo (art. 2481 c.c.), così da rendere l'operazione più rapida quando serve cogliere una finestra di mercato. Si potrebbe pensare che, esercitata la delega, il passaggio notarile sparisca. Non è così.

La decisione con cui l'organo amministrativo dà attuazione alla delega è essa stessa una modifica dello statuto, e segue le forme dell'art. 2436 c.c.: verbale notarile e deposito per l'iscrizione. La delega accelera i tempi decisionali interni, perché evita di convocare ogni volta l'assemblea, ma il notaio interviene comunque sull'atto che incrementa il capitale. Chi promette un aumento "senza notaio" grazie alla delega sta semplificando troppo.

Costi e tempi dell'operazione

Sul fronte dei tributi la voce principale è l'imposta di registro in misura fissa, 200 €, dovuta sulla delibera di modifica statutaria. A questa si aggiungono i diritti di segreteria e l'imposta di bollo per il deposito al Registro Imprese, di entità contenuta.

L'onorario notarile è la componente più variabile. Dipende dall'importo dell'aumento, dalla presenza di conferimenti in natura (che richiedono la relazione di stima, art. 2464 c.c.) e dalla complessità delle clausole sul diritto di opzione. Un aumento in denaro lineare costa meno di uno con apporto di un immobile o di un'azienda. Conviene chiedere un preventivo prima, perché la forbice è ampia.

Sui tempi conta una scadenza precisa. Dopo la delibera il notaio deposita l'atto presso il Registro Imprese, e l'iscrizione va perfezionata entro 30 giorni (art. 2436 c.c.). Prima dell'iscrizione l'aumento non produce ancora gli effetti propri della modifica statutaria: finché non compare in visura, il capitale pubblicizzato resta quello vecchio. Vale la pena pianificare l'operazione tenendo conto di questa finestra, soprattutto se l'aumento serve a soddisfare un requisito patrimoniale entro una certa data.

Quando l'aumento si accompagna ad altre modifiche dello statuto, conviene riunire tutto in un'unica seduta: la logica è quella descritta nella guida su come modificare lo statuto. Per il verbale specifico di aumento capitale, meglio stimare i costi dell'aumento capitale e richiedere un preventivo per l'atto societario prima di fissare assemblea e versamenti.

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