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Piano Casa 2026: quando gli onorari del notaio si dimezzano davvero

Pubblicato il A cura di Redazione NotaiOnline
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Confronta prima casa, seconda casa e lusso: imposte, onorario e totale fianco a fianco.

"Notaio a metà prezzo per l'acquisto della casa." Il titolo ha circolato per mesi, quasi sempre senza la seconda metà della frase. Lo sconto esiste. Si applica a una fetta di mercato così stretta che, oggi, quasi nessuno può usarlo.

Il testo, e dove sta davvero

La disposizione è l'articolo 10, comma 1, lettera e) del D.L. 66/2026, in vigore dall'8 maggio 2026 e confermata senza modifiche dalla L. 116/2026 (G.U. 152 del 3 luglio), che è in vigore dal 4 luglio 2026. Dice una cosa sola: "gli onorari notarili relativi a tutti gli atti stipulati in relazione agli interventi di cui all'articolo 9, comma 3, lettera b), sono ridotti alla metà".

Una precisazione che vale la pena fare. Alcune ricostruzioni divulgative, e con esse i riassunti automatici dei motori di ricerca, collocano la norma all'articolo 11. Sul testo pubblicato in Gazzetta l'articolo 11 si intitola "Ulteriori disposizioni in materia di edilizia residenziale", il suo comma 1 non è articolato in lettere e degli onorari non parla. La lettera e) sta all'articolo 10, sia nella versione del 7 maggio sia nel consolidato dopo la conversione, che non ha rinumerato nulla. Chi cita la norma in una trattativa ha interesse a citarla giusta.

Chi ha diritto alla riduzione, e chi no

Qui la maggior parte delle sintesi si ferma un passo troppo presto. La lettera e) rinvia agli interventi dell'articolo 9, comma 3, lettera b), cioè l'edilizia convenzionata destinata alla locazione o alla vendita a canone o a prezzo calmierato. Ma il comma 1 dell'articolo 10 si apre con una seconda condizione, e questa cambia tutto: quelle unità devono essere "realizzate ai sensi dell'articolo 9, commi 7 e 8".

Sono i grandi programmi dichiarati di preminente interesse strategico nazionale con decreto del Presidente del Consiglio e affidati a un Commissario straordinario. Non l'edilizia convenzionata in generale, non un qualsiasi piano di zona: un canale straordinario e commissariato. Fuori da lì la riduzione non c'è.

Dentro quel perimetro il decreto impone condizioni cumulative:

  • prezzo o canone ridotti di almeno il 33 per cento rispetto ai valori correnti di mercato nella stessa zona (art. 9, c. 3, lett. e)
  • almeno il 70 per cento dell'investimento complessivo destinato a edilizia convenzionata (art. 9, c. 3, lett. d)
  • vincolo di destinazione non inferiore a trent'anni dalla fine dei lavori (art. 9, c. 5)

I destinatari sono l'abitazione principale, le residenze per il personale delle Forze di polizia (categoria inserita in sede di conversione), gli studenti universitari fuori sede e i lavoratori del settore privato, questi ultimi per esigenze abitative a carico del datore di lavoro, stagionali compresi. Non è una casa scontata: è una casa che resta calmierata per una generazione. (Il vincolo segue l'immobile, non si estingue con la prima rivendita.)

Perché oggi lo sconto è quasi teorico

Gli alloggi di cui parla l'articolo 9 in larghissima parte non sono ancora stati costruiti, e spesso il programma che dovrebbe realizzarli non è nemmeno stato dichiarato. Fra la norma e il primo rogito dimezzato ci sono un DPCM, la nomina di un Commissario e un patrimonio immobiliare che oggi esiste sulla carta.

Chi sta comprando in questi mesi, di norma, compra da un privato o da un costruttore sul libero mercato. Per quell'atto il Piano Casa non cambia niente: le imposte sono quelle ordinarie e l'onorario è quello che lo studio avrebbe applicato prima dell'8 maggio. Se volete sapere a quanto ammonta, il calcolo delle spese per l'acquisto parte dalla rendita catastale. Nessun professionista sta trattenendo uno sconto che spetterebbe, e non ha senso chiederglielo.

Le domande da fare prima di contarci

Se l'immobile viene proposto come convenzionato, la verifica è documentale e va fatta prima del preliminare. Il venditore deve poter indicare il programma di riferimento, il DPCM che lo ha dichiarato di interesse strategico e la convenzione che lega prezzo e vincolo trentennale. Senza quei documenti l'appartenenza al perimetro dell'articolo 10 non si dimostra, e il notaio non ha su cosa fondare la riduzione.

Vale la pena distinguere anche i piani. L'edilizia convenzionata tradizionale, quella dei piani di zona costruiti negli ultimi decenni, ha regole proprie di prezzo massimo di cessione che con il Piano Casa non c'entrano: un alloggio in convenzione del 1998 non entra nell'articolo 9 solo perché la parola è la stessa. In genere il discrimine è il canale, non l'etichetta.

Quando quegli alloggi ci saranno, il vantaggio sarà reale e cumulativo con il prezzo calmierato. Vale la pena tenerlo d'occhio, senza aspettarselo al prossimo rogito.

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