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Costituzione società: quale forma scegliere e costi 2026

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline
Calcolatore spese notarili costituzione SRL e SRLS

Onorario, imposte e diritti CCIAA per SRL, SRLS, SNC, SAS e SPA: calcola il costo della tua società.

Quale forma scegliere fra SRL, SRLS, SAS e SPA

Risposta rapida: se vuoi una società di capitali flessibile, la SRL ordinaria è la scelta di default. La SRLS serve solo quando i soci sono persone fisiche, il capitale resta sotto 10.000 € e lo statuto standard è sufficiente. La SAS resta una forma di società di persone per casi familiari o patrimoniali con responsabilità dell'accomandatario; la SPA ha senso quando servono capitale, governance e investitori esterni.

La domanda vera, prima di prenotare l'appuntamento dal notaio, non è "come si fa una società". È "quale società serve a me". Sbagliare la forma costa più della parcella: una SRLS aperta con l'idea di farla crescere a SPA in due anni produce poi spese di trasformazione che superano il risparmio iniziale; una SPA aperta da un commerciante in proprio significa pagare ogni anno collegio sindacale e revisione contabile che non servirebbero. La scelta dipende da tre variabili soltanto. Si decide a tavolino in mezz'ora.

Le tre variabili sono il capitale che si può conferire da subito, il numero e la qualità dei soci, il rischio operativo dell'attività. Il capitale fa cadere automaticamente alcune opzioni: sotto i 10.000 € la SRL ordinaria resta possibile solo con capitale ridotto, versamento integrale in denaro e riserva legale rafforzata; sopra i 50.000 € la SPA torna in gioco. Il numero dei soci pesa quando si supera la cerchia familiare: con investitori esterni o partner industriali la SPA permette di emettere azioni nominative trasferibili senza atto pubblico, una SRL no. Il rischio operativo decide infine se la responsabilità limitata serve davvero, o se basta la semplicità di una SAS.

La tabella sotto sintetizza il quadro decisionale. I costi notarili sono medie del 2026 sulla base delle simulazioni del calcolatore società di NotaiOnline; il valore esatto dipende dal contenuto dello statuto, dal numero di soci e dalla zona del notaio.

FormaCapitale minimoResponsabilitàCosto notarile tipicoCaso d'uso prevalente
SRL ordinaria10.000 €; 1-9.999 € con versamento integrale e riserva rafforzataLimitata al capitale1.500-3.000 €Impresa commerciale, artigiana, professionale strutturata
SRLS1-9.999 €Limitata al capitale0 € di onorario standard; circa 320 € + capitaleStartup individuale, freelance che fattura B2B, microimpresa
SASnessunoSoci accomandatari illimitata, accomandanti limitata1.000-2.000 €Famiglia, immobiliare di gestione, attività con socio finanziatore
SPA50.000 €Limitata al capitale2.500-5.000 €Investitori esterni, board, esigenze di rating bancario
Cooperativa25 € per socio (min 9 soci; 3 soci per la piccola coop. di sole persone fisiche con norme SRL)Limitata al capitaleindicativamente 2.000-4.000 € (preventivo specifico in base allo statuto e al settore)Mutualità prevalente, lavoro associato, consumo

La SRL tradizionale (art. 2462 c.c.) resta il default ragionevole in più del 75% dei casi che arrivano sul calcolatore. La SRLS (art. 2463-bis c.c., introdotta dal D.L. 1/2012 convertito in L. 27/2012) ha senso solo se l'apporto iniziale è davvero modesto e si accetta lo statuto standard inderogabile previsto dal D.M. 138/2012. La SPA (artt. 2325-2451 c.c.) entra in scena quando il progetto prevede investitori esterni o passaggi di capitale frequenti. La SAS resta la scelta naturale per attività familiari dove un socio finanzia e un altro gestisce, accettando però la responsabilità illimitata dell'accomandatario. La cooperativa (art. 2511 c.c.) è una scelta valoriale prima che fiscale, e va valutata con un dottore commercialista esperto del settore.

C'è una scorciatoia mentale che funziona quasi sempre. Se la risposta a "metterò più di 10.000 € sul tavolo nel primo anno" è sì e i soci sono 1-4, la risposta giusta è SRL ordinaria. Se la risposta è no e la cifra reale è 500-2.000 €, la SRLS è progettata esattamente per questo. Tutto il resto cade nei casi specialistici. Quando si entra in zona grigia conviene chiedere parere a un commercialista del settore prima di prenotare il notaio; la consulenza preliminare paga sé stessa nel 90% dei casi, perché evita un'apertura nella forma sbagliata che poi costa il triplo correggere.

Costituire una SRL: l'iter completo passo per passo

La SRL si apre con un atto pubblico davanti al notaio (art. 2463 c.c.). Tempi reali: 7-15 giorni lavorativi. Si parte da quando il cliente arriva in studio con i documenti completi e si arriva al momento dell'iscrizione al Registro delle Imprese. Il calendario operativo si articola in quattro fasi distinte, ciascuna con i suoi documenti, le sue verifiche e i suoi piccoli incidenti tipici che la fretta peggiora sempre.

La preparazione è la fase più lunga e quella che il cliente sottovaluta. Servono: codice fiscale dei soci, atto di matrimonio se in comunione di beni, documento d'identità in corso di validità, indicazione precisa dell'oggetto sociale (descrizione delle attività che la società potrà svolgere), denominazione sociale verificata al Registro Imprese per evitare omonimie, indicazione della sede legale con relativo contratto di locazione o titolo di proprietà. Il capitale sociale deve essere versato in banca prima dell'atto: il 25% del capitale per i conferimenti in denaro (art. 2464 c.c.), il 100% se la SRL è unipersonale. La banca emette una ricevuta di versamento che il notaio richiede in originale.

Lo statuto è il documento che il notaio scrive sulla base delle istruzioni del cliente. Le clausole strategiche da decidere prima sono cinque: la circolazione delle quote (libera, con prelazione, con gradimento), il diritto di recesso del socio, il potere di rappresentanza degli amministratori, il quorum delle decisioni assembleari, l'eventuale collegio sindacale facoltativo. Uno statuto fatto bene costa 200-400 € in più di onorario ma evita liti future fra soci; quello standard scaricato da internet costa zero in studio e migliaia di euro davanti al giudice tre anni dopo.

L'atto costitutivo si firma poi in un unico appuntamento, di norma 60-90 minuti. Il notaio legge l'atto ai soci, raccoglie le firme, autentica le sottoscrizioni. Tutti i soci devono essere fisicamente presenti, salvo i casi in cui un socio non possa venire e delegi un altro soggetto con procura speciale autenticata. Dal 5 novembre 2022 (D.Lgs. 183/2021, di attuazione della Direttiva UE 2019/1151) le SRL e le SRLS con sede in Italia e conferimenti in denaro possono essere costituite anche con atto pubblico informatico ricevuto dal notaio in videoconferenza, sulla piattaforma dedicata del Notariato, in alternativa alla presenza fisica o alla procura speciale. Da questo momento la società esiste come soggetto giuridico. Non ancora come soggetto fiscale.

L'iscrizione al Registro delle Imprese chiude il ciclo. Il notaio deposita l'atto presso il Registro competente entro 10 giorni (art. 2330 c.c.), quasi sempre lo stesso giorno o quello successivo. La Camera di Commercio attribuisce il numero REA, la Partita IVA e il codice fiscale entro 3-5 giorni lavorativi. A questo punto la società può aprire un conto corrente intestato, emettere fatture, assumere personale.

Il calcolatore costituzione società restituisce la stima del singolo caso. Per una SRL ordinaria con capitale 10.000 € e due soci, statuto su misura ma senza clausole speciali, il totale tipico è 2.615-4.445 €: onorario notarile 1.500-3.000 € + IVA al 22% (cioè 330-660 €), imposta di registro 200 €, bolli 156 €, diritti CCIAA 120 €, tassa di vidimazione libri 309,87 €. Per una SRLS standard il totale scende a circa 320 € + capitale sociale: registro 200 €, diritti camerali stimati 120 €, niente onorario notarile, niente vidimazione e niente bolli sull'atto. Per una SPA con capitale 50.000 € e statuto standard il totale parte da 3.835 € e sale fino a 6.885 € con clausole sofisticate (onorario 2.500-5.000 € + IVA + le stesse imposte indirette della SRL).

Tre voci compongono la parcella. L'onorario notarile vero e proprio è oggi liberalizzato: la tariffa fissa è stata sostituita dai parametri orientativi dopo la riforma del 2012 (D.L. 1/2012 art. 9, convertito in L. 27/2012). Le imposte indirette: imposta di registro fissa di 200 € per la SRL (D.P.R. 131/1986, tariffa parte I), tassa di concessione governativa di 309,87 €, bolli per circa 156 €, diritti di segreteria Registro Imprese fra 90 e 200 €. La voltura camerale e l'iscrizione al REA chiudono il quadro con 50-100 € aggiuntivi.

Una SRL ordinaria con capitale di 10.000 € e due soci, statuto su misura ma senza clausole esotiche, parte tipicamente sui 1.500-2.500 € di parcella notarile in città di medie dimensioni, salendo verso il limite superiore della forchetta nelle grandi piazze del nord (Milano, Torino). Una SRL con capitale di 100.000 €, conferimenti in natura (immobile, ramo d'azienda) e perizia giurata sale a 4.000-5.500 € perché entrano in scena valutazioni accessorie e clausole statutarie più articolate. La parcella si paga al notaio a fronte di fattura con IVA al 22%; le imposte indirette le anticipa il notaio e vengono dettagliate in nota separata.

Una nota sui preventivi. Il preventivo del notaio per una SRL standard varia poco fra studi diversi della stessa città, perché le voci obbligatorie (imposta di registro, bolli, diritti) sono fisse per legge. La differenza vera è sull'onorario. Chiedere due o tre preventivi prima di scegliere è prassi corretta e nessun notaio si offende. Le voci da confrontare sono tre: onorario per l'atto costitutivo, onorario per la redazione dello statuto su misura, costo delle copie autentiche oltre la prima. Su questi tre numeri il delta fra uno studio e l'altro può arrivare al 30-40%. Quando la forma societaria è chiara, il passaggio successivo è chiedere un preventivo per l'atto costitutivo.

SRLS: quando ha senso e quando si trasforma in una trappola

La SRL semplificata nasce nel 2012 per togliere alibi al freelance che voleva limitare la responsabilità ma non aveva 10.000 € da depositare in banca (D.L. 1/2012, art. 3, convertito in L. 27/2012). Il legislatore ha quindi disegnato una variante a costo agevolato della SRL, con tre vincoli precisi che vanno capiti prima della firma.

Il primo vincolo riguarda il capitale. La SRLS si apre con un minimo di 1 € e un massimo di 9.999,99 €, interamente versati in denaro (art. 2463-bis c.c., comma 2). Solo denaro. Nessun conferimento in natura, niente macchinari, niente immobili, niente apporto di clientela o di marchio. Una SRLS è quindi inadatta a chi parte con asset reali da inserire in società; in quei casi la SRL ordinaria con conferimento in natura e perizia giurata di stima resta l'unica strada percorribile, anche se costa qualche migliaio di euro in più.

Il secondo vincolo è lo statuto standard, inderogabile, fissato dal D.M. 138/2012 del Ministero della Giustizia. Non si può personalizzare nulla. Né la circolazione delle quote. Né i quorum decisionali. Né il diritto di recesso. Lo statuto è quello e basta. Per molte microimprese va benissimo; per chi prevede di accogliere un secondo socio dopo dodici mesi con condizioni particolari, diventa scomodo molto rapidamente.

Il terzo vincolo è economico e premia l'apertura ma non la gestione. Con il modello standard SRLS l'onorario notarile non è dovuto e l'atto non paga bollo né diritti di segreteria. Restano però l'imposta di registro, i diritti camerali e le eventuali spese vive documentate: il costo vivo del solo "guscio" resta intorno a 320 € + capitale versato, contro i 2.615-4.445 € di una SRL ordinaria. Però una volta aperta, la SRLS paga le stesse imposte (IRES 24%, IRAP 3,9%) di una SRL ordinaria. Il risparmio è solo all'ingresso.

Trasformare una SRLS in una SRL ordinaria, dopo, costa quanto aprire una SRL da zero. Significa pagare di nuovo onorario notarile, registro, bolli. Quindi se il piano industriale prevede a 12-24 mesi di passare a una struttura più articolata (nuovi soci, capitale aumentato sopra 10.000 €, conferimenti in natura, clausole personalizzate), il calcolo va fatto fin dall'inizio: SRL ordinaria oggi a 2.500 € oppure SRLS oggi a circa 320 € + capitale più 2.500 € fra un anno per la trasformazione. La risposta cambia caso per caso, e dipende dalla probabilità reale della crescita.

C'è poi un punto reputazionale che molti professionisti citano e raramente formalizzano. La SRLS, davanti a banche, gare pubbliche e fornitori abituati a clienti corporate, comunica fragilità patrimoniale. Capitale di poche centinaia di euro. Statuto standard riconoscibile a colpo d'occhio. Assenza di clausole su quote e governance. Per un'attività che dovrà chiedere fidi bancari, partecipare a bandi, fornire grandi clienti, questa percezione si traduce in valutazioni meno favorevoli e in pratiche più lunghe da chiudere. La SRL ordinaria, anche solo con capitale di 10.000 €, parla un linguaggio diverso.

L'indicazione operativa stringe a poche righe. SRLS sì se l'attività è personale, B2B di servizio (consulenza, sviluppo software, formazione), e il capitale conferibile davvero non supera i 2.000 €. SRL ordinaria appena le condizioni reali permettono di mettere sul tavolo 10.000 € (anche solo 2.500 € effettivamente versati, con il resto trattenuto a riserva, ai sensi dell'art. 2464 c.c. comma 4). Tutto quello che sta nel mezzo è una zona grigia; la decisione richiede l'occhio di un commercialista che conosce il settore.

SPA, cooperativa e altre forme specialistiche

Le società che non rientrano nel binomio SRL-SRLS si concentrano in tre casi limite. SPA, cooperativa, SAS. Ciascuna con regole proprie e con un peso notarile sensibilmente più alto. Vale la pena conoscerli a grandi linee anche per chi è quasi certo di aprire una SRL: la stima del costo della "soluzione giusta" cambia molto se invece serve una di queste forme. La differenza non è solo all'apertura, è soprattutto nei costi annuali di mantenimento che alcune di queste strutture impongono.

La SPA è la forma classica per chi prevede investitori esterni, passaggi di capitale frequenti o un rating bancario strutturato. Capitale minimo 50.000 € (art. 2327 c.c.), versato per il 25% al momento dell'atto, conferimenti in natura ammessi con perizia giurata di stima (art. 2343 c.c.). Lo statuto è ampiamente personalizzabile: le azioni sono di regola nominative (i titoli al portatore restano confinati a fattispecie speciali come le azioni di risparmio o le SICAV, non sono un'opzione statutaria ordinaria), categorie di azioni con diritti speciali, board con o senza amministratore unico, collegio sindacale obbligatorio (art. 2397 c.c.). Costituire una SPA con capitale di base e statuto ordinario costa 2.500-5.000 € di parcella notarile; clausole sofisticate sulle categorie azionarie e board complessi richiedono lavoro aggiuntivo che lo studio quota a parte, in genere su preventivo. La gestione annuale costa poi 6.000-12.000 € fra collegio sindacale, revisione contabile e adempimenti contabili rafforzati. Sotto i due milioni di fatturato annuo la SPA è raramente conveniente; sopra può diventare obbligata se si cerca capitale di rischio.

La cooperativa risponde a una logica diversa. La regola della mutualità prevalente (art. 2512 c.c.) impone che almeno il 50% dei ricavi provenga dai soci stessi, con riflessi fiscali rilevanti: esenzione da IRES sulla quota di utile destinata a riserva indivisibile, agevolazioni su IVA e sulle imposte locali. Il capitale minimo per socio è 25 € (art. 2525 c.c.), il numero minimo di soci è 9 in via generale (art. 2522 c.c.); sono ammessi 3 soci solo per la piccola società cooperativa costituita esclusivamente da persone fisiche che adotta le norme della SRL. Lo statuto cooperativo include clausole specifiche sulla porta aperta (libertà d'ingresso e di uscita dei soci) e sulla limitazione alla distribuzione degli utili. La costituzione richiede un notaio e parte da 2.500-4.000 €, ma richiede anche l'iscrizione all'Albo nazionale delle cooperative del Ministero dello Sviluppo Economico. Le tre famiglie principali (lavoro, consumo, produzione) hanno regole specifiche che vanno studiate con un consulente esperto prima di scegliere; aprire la forma sbagliata significa perdere le agevolazioni.

La SAS, infine, mantiene un suo spazio in tre situazioni precise. La famiglia che gestisce un immobile in affitto e vuole intestare i flussi a una struttura collettiva senza dover passare per la rigidità della SRL. Il padre che finanzia il figlio in un'attività e vuole essere socio accomandante (responsabilità limitata al conferimento) lasciando al figlio la gestione come accomandatario. L'attività professionale di due o tre persone che accettano la responsabilità illimitata dell'accomandatario perché lavorano insieme con fiducia totale. Fuori da questi scenari la SAS perde appeal. La SAS si apre con un atto pubblico o, in alcuni casi, con scrittura privata autenticata; costo notarile 1.200-2.200 € a seconda della complessità dello statuto. Non c'è capitale minimo. Il socio accomandatario risponde però con tutto il suo patrimonio personale per i debiti sociali (art. 2313 c.c.), e questo è il vero costo nascosto della forma.

Esistono poi due forme che meritano una menzione veloce. La società semplice (art. 2251 c.c.) è la forma più snella delle società di persone, riservata oggi soprattutto alla gestione di patrimoni familiari (immobili, partecipazioni); non può svolgere attività commerciale. La società in nome collettivo (SNC, art. 2291 c.c.) è la versione "operativa" della società di persone, con responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci; raramente conviene rispetto a una SRL, e il suo uso si è ridotto fortemente negli ultimi vent'anni.

Per chi vuole approfondire la singola forma, il sito ospita guide dedicate: guida alla costituzione della SRL ordinaria per il dettaglio delle clausole statutarie e dei costi puntuali per zona, SRL vs SRLS, quale conviene per i casi marginali del passaggio successivo, guida alla costituzione della SPA per categorie di azioni e governo societario, cessione di quote SRL per chi sta vendendo o comprando parte di una società già costituita. Il calcolatore costituzione società fornisce una stima personalizzata sul singolo caso, con il dettaglio voce per voce della parcella attesa; per passare dalla stima alla scelta dello studio, resta utile confrontare i preventivi notarili.

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