Fare testamento dal notaio costa fra 1.000 e 2.000 € per il testamento pubblico, fra 500 e 1.500 € per il segreto e fra 100 e 300 € per il deposito dell'olografo, secondo le forbici che Altroconsumo indicava in un articolo del 2022. In tutti e tre i casi quasi tutta la cifra è compenso professionale. Scriverlo da sé invece non costa niente: l'olografo, per intero di mano del testatore, datato e sottoscritto, vale senza notaio (art. 602 c.c.).
Quanto costa, forma per forma
| Forma | Costo indicativo secondo Altroconsumo (2022) | Tasse fisse all'Archivio notarile |
|---|---|---|
| Olografo tenuto in casa | Nessuno | Nessuna |
| Deposito dell'olografo dal notaio | 100-300 € | 13,80 € se il deposito è formale |
| Testamento segreto | 500-1.500 € | 13,80 € |
| Testamento pubblico | 1.000-2.000 € | 27,30 € |
Sono cifre piccole. Vengono dal D.M. 265/2012, che assegna a ogni atto notarile un parametro: all'Archivio notarile va il 10% come tassa d'archivio (art. 2) e il 20% come tassa di iscrizione nel Registro generale dei testamenti (art. 3). Per il testamento pubblico il parametro è 91 €, quindi 9,10 più 18,20; per il deposito dell'olografo e per il ricevimento del testamento segreto è 46 €, quindi 4,60 più 9,20 (art. 6).
Mancano due imposte che molti si aspettano. Il testamento non va registrato, perché gli atti di ultima volontà non hanno obbligo di registrazione nemmeno quando sono redatti in forma pubblica (D.P.R. 131/1986, art. 7 e Tabella, art. 4); chi lo registra lo stesso paga l'imposta in misura fissa. E il testamento in sé è esente da bollo, in qualunque forma sia redatto (D.P.R. 642/1972, Tabella B, art. 23). L'esenzione copre l'atto, non la scheda con cui il notaio lo iscrive nel Registro generale dei testamenti: su quella, secondo lo Studio 88-2018/T del Consiglio nazionale del notariato, il bollo è dovuto, per il pubblico, per il segreto e per l'olografo depositato formalmente. Sono 16 € su ciascuna delle tre copie della scheda, cioè 48 €, e la stessa cifra vale quando il notaio chiede l'iscrizione in via telematica: tre volte l'imposta fissa di bollo (D.M. 20 settembre 2019, n. 170, art. 4).
Il resto è compenso del notaio, più IVA. Dal 2012 le tariffe notarili non sono più obbligatorie (D.L. 1/2012, art. 9), quindi le forbici della tabella sono ordini di grandezza e non importi dovuti. Si allargano con la complessità. Un erede universale e due legati costano meno di sostituzioni, condizioni o un patrimonio da dividere fra più rami della famiglia. Due preventivi scritti dicono più di qualsiasi media.
Il testamento pubblico, e cosa paga il compenso
Il testatore dichiara la sua volontà al notaio davanti a due testimoni, il notaio la mette per iscritto e la legge a tutti prima delle firme; l'atto indica il luogo, la data del ricevimento e l'ora della sottoscrizione (art. 603 c.c.). Chi non sa scrivere non può fare un olografo, e chi non sa o non può leggere non può fare nemmeno un testamento segreto (art. 604, comma 3, c.c.): per loro resta questa forma.
Costa di più, e c'è un motivo. Il compenso paga soprattutto il lavoro prima della firma, cioè capire la famiglia, fare i conti con le quote di legittima e scrivere disposizioni che reggano. È anche la forma più difficile da contestare, perché come ogni atto pubblico fa piena prova fino a querela di falso (art. 2700 c.c.), e l'originale resta nella raccolta del notaio, iscritto nel Registro generale dei testamenti (L. 307/1981, art. 4).
Deposito dell'olografo e testamento segreto
Chi preferisce scrivere da sé può affidare l'olografo a un notaio in due modi. Il deposito formale si fa con un verbale. Viene iscritto nel Registro generale dei testamenti (L. 307/1981, art. 4), ed è quello che paga i 13,80 € di tasse, più i 48 € di bollo sulla scheda. Il deposito fiduciario è una custodia informale; dal 6 novembre 2023 il notaio può annotarlo, con il consenso del testatore, nel Registro volontario dei testamenti olografi del Consiglio nazionale del notariato, dove dopo la morte chi ha il certificato di morte può farlo cercare da qualsiasi notaio.
In entrambi i casi il testamento resta olografo, con gli stessi requisiti di forma. Il deposito non ripara un vizio. Serve a far trovare il foglio. Il testatore può riprenderlo quando vuole. Se il deposito era formale, della restituzione il notaio redige verbale davanti a due testimoni (art. 608 c.c.).
Il testamento segreto è raro. Il testatore consegna al notaio, davanti a due testimoni, la carta sigillata, e il notaio scrive l'atto di ricevimento sulla carta stessa o su un involucro (art. 605 c.c.); la scheda può essere scritta anche da altri o a macchina, ma allora il testatore la firma anche in ciascun mezzo foglio (art. 604 c.c.). Requisiti e rischi delle tre forme, messi a confronto, sono nella guida alle differenze fra testamento olografo, pubblico e segreto.
Dopo la morte: un altro verbale, un'altra spesa
Olografo e segreto, alla morte, vanno pubblicati con un verbale del notaio. Chi ha un olografo deve portarlo a un notaio appena sa della morte (art. 620, comma 1, c.c.). Il segreto lo apre il notaio che lo custodisce (art. 621 c.c.). Il verbale paga l'imposta di registro e il bollo che il testamento non paga: per un olografo non depositato e senza legati di immobili le voci fisse sono 272,30 €, più i 48 € di bollo della scheda di iscrizione nel Registro generale dei testamenti, che il bollo del verbale non assorbe (lo stesso Studio del notariato), e un articolo dei Notai di Torino (gennaio 2025) stima 1.200-1.500 € in tutto per un caso semplice. Se il testamento lascia un immobile in legato il bollo sale a 155 € (D.P.R. 642/1972, Tariffa, art. 1, comma 1-bis, n. 3) e, secondo lo stesso articolo, si aggiungono 200 € di imposta ipotecaria e 35 € di tassa ipotecaria per ogni conservatoria, per 1.800-2.000 € in tutto.
Il testamento pubblico non si pubblica, ma anche lui passa da un verbale. Dopo la morte il notaio lo passa fra gli atti tra vivi su richiesta di chi vi ha interesse (L. 89/1913, art. 61) e ne comunica l'esistenza agli eredi e ai legatari di cui conosce domicilio o residenza (art. 623 c.c.). Il verbale di passaggio ha lo stesso parametro di 91 € della pubblicazione (D.M. 265/2012, art. 6), quindi 9,10 € di tassa d'archivio; come atto pubblico senza contenuto patrimoniale si registra con l'imposta fissa di 200 € (D.P.R. 131/1986, Tariffa, parte I, art. 11) e paga 45 € di bollo, come il verbale di pubblicazione; con legati di immobili il bollo è di 155 € e si aggiungono le imposte della trascrizione (l'esenzione della Tabella B, art. 23, vale per il testamento, non per i verbali che seguono la morte). A queste voci si aggiunge il compenso del notaio.
E per sapere se un testamento esiste? Chiunque vi abbia interesse può chiedere, con il certificato di morte, il certificato del Registro generale dei testamenti (L. 307/1981, art. 6), che secondo il Ministero della giustizia costa 37,16 € e si chiede per email, PEC o posta all'Ufficio centrale degli archivi notarili. Le imposte della successione che segue si stimano con il calcolatore dei costi di successione.