Riconoscimento del Figlio: Atto Notarile, Procedura e Costi

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline

L'unicità dello stato di figlio

La L. 219/2012 e il D.Lgs. 154/2013 hanno realizzato una riforma profonda del diritto di filiazione, eliminando la distinzione tra figli "legittimi" e figli "naturali". Oggi esiste un unico stato di figlio, indipendentemente dal fatto che la nascita sia avvenuta all'interno o al di fuori del matrimonio (art. 315 c.c.).

Il riconoscimento resta tuttavia un atto necessario per i figli nati fuori dal matrimonio: mentre per i figli nati da genitori sposati lo stato di filiazione si costituisce automaticamente con l'atto di nascita, per i figli nati al di fuori del matrimonio occorre un atto di riconoscimento da parte di ciascun genitore.

Le forme del riconoscimento

L'art. 254 c.c. elenca tassativamente le forme con cui il riconoscimento può essere effettuato:

Nell'atto di nascita

È la forma più comune. Il genitore dichiara la propria paternità o maternità al momento della registrazione della nascita presso l'ufficio dello stato civile. Se entrambi i genitori sono presenti, il riconoscimento è contestuale e congiunto. Se è presente un solo genitore, solo questo effettua il riconoscimento; l'altro potrà riconoscere il figlio successivamente.

Davanti all'ufficiale di stato civile

Il genitore che non ha riconosciuto il figlio nell'atto di nascita può farlo successivamente con una dichiarazione resa davanti all'ufficiale dello stato civile di qualsiasi Comune. La dichiarazione è ricevuta alla presenza di due testimoni.

Con atto pubblico notarile

Il genitore può effettuare il riconoscimento mediante un atto pubblico ricevuto dal notaio. Questa forma è utilizzata quando si preferisce la riservatezza dell'ambiente notarile rispetto a quello comunale, o quando il riconoscimento si accompagna ad altre disposizioni (ad esempio, la designazione del cognome o accordi sulla responsabilità genitoriale).

Il notaio riceve la dichiarazione, ne verifica l'identità e la capacità del dichiarante, e trasmette copia dell'atto all'ufficiale di stato civile del Comune di nascita per l'annotazione.

Con testamento

Il riconoscimento può essere contenuto in un testamento, sia pubblico sia olografo. Questa forma ha una particolarità: la revoca del testamento non comporta la revoca del riconoscimento (art. 256 c.c.), che è un atto irrevocabile per sua natura. Il riconoscimento testamentario produce effetti dal momento dell'apertura della successione.

Il riconoscimento prima della nascita (prenatale)

L'art. 254, comma 1, c.c. consente il riconoscimento anche prima della nascita. Il riconoscimento prenatale è particolarmente rilevante nella prassi per i genitori non sposati che desiderano che il figlio sia riconosciuto da entrambi fin dalla nascita.

Il riconoscimento prenatale congiunto viene effettuato da entrambi i genitori contestualmente, durante la gravidanza. Può avvenire:

  • Davanti all'ufficiale di stato civile
  • Con atto pubblico notarile

Gli effetti del riconoscimento prenatale sono sospesi fino alla nascita e sono subordinati alla nascita stessa. Se la madre ha già riconosciuto il figlio prenatalmente, il padre può effettuare il riconoscimento prenatale solo con il consenso della madre (art. 250, comma 2, c.c.).

Il riconoscimento successivo

Se il figlio è stato riconosciuto da un solo genitore, l'altro può effettuare il riconoscimento successivamente, ma con una condizione importante: il consenso del genitore che ha già effettuato il riconoscimento è necessario quando il figlio non ha ancora compiuto 14 anni (art. 250, comma 2, c.c.).

Se il consenso è negato, il genitore che intende riconoscere il figlio può ricorrere al tribunale, che può autorizzare il riconoscimento se lo ritiene nell'interesse del minore, sentito il minore stesso se ha compiuto 12 anni (art. 250, comma 4, c.c.).

Riconoscimento del figlio maggiorenne

Il riconoscimento del figlio che ha compiuto 14 anni non produce effetto senza il consenso del figlio stesso (art. 250, comma 2, c.c.). Per il figlio maggiorenne, il consenso deve essere espresso personalmente e può essere rifiutato senza obbligo di motivazione.

Il consenso può essere manifestato:

  • Contestualmente al riconoscimento, nello stesso atto
  • Con atto separato, anche successivamente

Se il figlio maggiorenne nega il consenso, il genitore non ha strumenti per superare il rifiuto: l'unica possibilità è l'azione giudiziaria di dichiarazione di paternità o maternità (art. 269 c.c.), che produce effetti analoghi al riconoscimento ma prescinde dalla volontà del figlio.

Effetti del riconoscimento

Il riconoscimento produce effetti retroattivi dal momento della nascita (non dal momento del riconoscimento), salvi i diritti già acquisiti dai terzi. Gli effetti principali sono:

Acquisto dello stato di figlio

Il riconosciuto acquisisce la qualità di figlio nei confronti del genitore che lo ha riconosciuto, con tutti i diritti e i doveri che ne derivano.

Cognome

Se il riconoscimento è effettuato contestualmente da entrambi i genitori, il figlio assume il cognome del padre o, su accordo dei genitori, il cognome della madre o il doppio cognome (alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 131/2022, che ha dichiarato illegittime le norme sull'automatica attribuzione del cognome paterno).

Se il riconoscimento è effettuato prima dalla madre e successivamente dal padre, il cognome originario può essere modificato con l'aggiunta o la sostituzione del cognome paterno, previo consenso dell'altro genitore e, se il figlio ha compiuto 14 anni, del figlio stesso.

Diritti successori

Il figlio riconosciuto ha gli stessi diritti successori di qualsiasi altro figlio, senza distinzioni. Ha diritto alla quota di legittima prevista dalla legge.

Responsabilità genitoriale

Con il riconoscimento, il genitore assume la responsabilità genitoriale (ex potestà genitoriale) sul figlio minorenne. Se il riconoscimento è effettuato da entrambi i genitori, la responsabilità è congiunta.

Obblighi di mantenimento

Il riconoscimento comporta l'obbligo di mantenere, educare, istruire e assistere moralmente il figlio (art. 315-bis c.c.).

L'impugnazione del riconoscimento

Il riconoscimento è per sua natura irrevocabile (art. 256 c.c.): il genitore che ha riconosciuto il figlio non può ritirare la propria dichiarazione.

Tuttavia, il riconoscimento può essere impugnato per:

  • Difetto di veridicità (art. 263 c.c.) — Se il riconoscente non è il genitore biologico. L'azione è imprescrittibile per il figlio; per gli altri legittimati, il termine è di 5 anni dalla registrazione dell'atto.
  • Violenza (art. 265 c.c.) — Se il riconoscimento è stato estorto con violenza. L'azione deve essere proposta entro un anno dalla cessazione della violenza.

Costi

VoceImporto
Riconoscimento nell'atto di nascitaGratuito
Riconoscimento all'ufficiale di stato civileGratuito
Riconoscimento con atto pubblico notarile200-400 €
Riconoscimento testamentarioCosto del testamento

Il ricorso al notaio comporta il pagamento dell'onorario professionale e delle imposte di bollo. La scelta della forma notarile si giustifica quando si desideri la riservatezza, quando il riconoscimento si accompagni ad altre disposizioni o quando l'ufficio di stato civile non sia facilmente raggiungibile.


Domande frequenti

Il padre può riconoscere il figlio senza il consenso della madre?

Per i figli sotto i 14 anni, il consenso dell'altro genitore che ha già effettuato il riconoscimento è necessario. Se la madre rifiuta il consenso, il padre può ricorrere al tribunale, che valuterà se il riconoscimento risponde all'interesse del minore. Per i figli dai 14 anni in su, il consenso necessario è quello del figlio, non dell'altro genitore.

Il riconoscimento può essere revocato?

No, il riconoscimento è irrevocabile (art. 256 c.c.). Può essere impugnato solo per difetto di veridicità (se chi ha riconosciuto non è il genitore biologico) o per violenza, nei termini previsti dalla legge.

Il riconoscimento prenatale ha effetti immediati?

Gli effetti sono sospesi fino alla nascita del figlio. Una volta avvenuta la nascita, il riconoscimento produce effetti retroattivi dalla data della nascita stessa. Se il figlio non nasce vivo, il riconoscimento prenatale non produce alcun effetto.

Un minore di 14 anni può essere riconosciuto senza il consenso del genitore che lo ha già riconosciuto?

In caso di rifiuto del consenso, il genitore che intende effettuare il riconoscimento può rivolgersi al tribunale (art. 250, comma 4, c.c.). Il giudice dispone l'audizione del genitore che si oppone e del minore (se ha almeno 12 anni) e autorizza il riconoscimento se lo ritiene nell'interesse del figlio.


Occorre effettuare il riconoscimento di un figlio mediante atto notarile? Il notaio riceve la dichiarazione di riconoscimento in forma di atto pubblico, garantendo la riservatezza della procedura e curando la trasmissione all'ufficiale di stato civile per le annotazioni necessarie.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non costituiscono parere legale. La normativa di riferimento e le interpretazioni giurisprudenziali possono variare. Per una valutazione specifica della propria situazione, è necessario rivolgersi a un notaio o a un avvocato.

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