Cosa Fa il Notaio: Ruolo, Funzioni e Garanzie per il Cittadino

Aggiornato il A cura di Redazione NotaiOnline

Cosa Fa il Notaio: Ruolo, Funzioni e Garanzie per il Cittadino

Il notaio occupa una posizione singolare nel panorama giuridico italiano. Non è un semplice professionista che appone timbri e raccoglie firme, come talvolta si tende a credere. È un pubblico ufficiale dello Stato, investito di una funzione che l'ordinamento considera talmente rilevante da averla disciplinata con una legge ad hoc fin dal 1913.

Comprendere cosa faccia davvero il notaio -- e soprattutto perché la legge ne imponga l'intervento in una serie di passaggi cruciali della vita economica e familiare -- significa acquisire consapevolezza su uno strumento di tutela che, paradossalmente, funziona tanto meglio quanto meno se ne avverte la presenza.

Il fondamento giuridico: pubblico ufficiale, non libero professionista

L'articolo 1 della legge 16 febbraio 1913, n. 89 (Legge Notarile) definisce il notaio come il pubblico ufficiale istituito per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati ed estratti.

La qualifica di pubblico ufficiale non è un titolo onorifico. Comporta conseguenze giuridiche precise:

  • Gli atti redatti dal notaio fanno piena prova fino a querela di falso (art. 2700 c.c.), il che significa che per contestarne il contenuto non basta una semplice causa civile, ma occorre un procedimento specifico e ben più gravoso.
  • Il notaio esercita un potere dello Stato delegato: la certificazione. È lo Stato, attraverso il notaio, a garantire che un determinato fatto giuridico si è verificato in un certo modo, in un certo momento, tra determinate parti.
  • La violazione dei doveri d'ufficio espone il notaio a sanzioni disciplinari (artt. 135 e ss. L. 89/1913) che possono arrivare fino alla destituzione, oltre alla responsabilità civile e penale.

Questa duplice natura -- professionista e pubblico ufficiale -- è ciò che distingue il notariato italiano da figure simili in altri ordinamenti e spiega perché il suo intervento sia obbligatorio per legge in una vasta gamma di atti.

La funzione antiprocessuale

Il concetto meno intuitivo, ma forse più importante, legato alla figura del notaio è la cosiddetta funzione antiprocessuale. Il notaio non interviene per risolvere controversie (quello è il compito del giudice), ma per prevenirle.

Ogni volta che il notaio redige un atto, compie una serie di verifiche che hanno lo scopo di eliminare a monte le ragioni di un possibile contenzioso futuro. Prima di stipulare una compravendita immobiliare, ad esempio, il notaio:

  1. Verifica la titolarità del venditore, accertando che sia effettivamente proprietario e che abbia il potere di vendere.
  2. Controlla l'esistenza di ipoteche, pignoramenti, vincoli urbanistici o altri gravami sull'immobile.
  3. Accerta la conformità catastale e urbanistica, verificando che lo stato di fatto dell'immobile corrisponda a quanto risulta dai registri pubblici.
  4. Verifica la regolarità degli impianti e la presenza delle certificazioni obbligatorie (APE).
  5. Controlla la situazione condominiale, eventuali spese arretrate e delibere che possano incidere sull'acquirente.

Questa attività di controllo preventivo ha un effetto statisticamente misurabile: nei Paesi di civil law con notariato di tipo latino (Italia, Francia, Germania, Spagna), il contenzioso immobiliare è significativamente inferiore rispetto ai Paesi di common law dove tale figura non esiste nella stessa forma.

Le attività tipiche del notaio

L'ambito di competenza del notaio è ampio e si estende ben oltre la compravendita immobiliare, che pure rappresenta l'attività più conosciuta dal grande pubblico.

Atti immobiliari

La compravendita è l'atto notarile per eccellenza. L'articolo 2657 del Codice civile stabilisce che la trascrizione nei registri immobiliari può avvenire solo in forza di sentenza, atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. Poiché la trascrizione è indispensabile per rendere opponibile ai terzi il trasferimento di proprietà, il passaggio dal notaio è nei fatti obbligatorio.

Oltre alla compravendita, rientrano in questa categoria:

  • Permute e divisioni
  • Costituzione di diritti reali (usufrutto, servitù, superficie)
  • Atti di provenienza (successioni, donazioni)

Atti di diritto familiare

Il notaio interviene nelle convenzioni matrimoniali (art. 162 c.c.), nella scelta del regime patrimoniale tra coniugi (comunione legale, separazione dei beni, fondo patrimoniale), nella redazione del testamento pubblico (art. 603 c.c.) e, dal 2014, anche negli accordi di negoziazione assistita per separazione e divorzio consensuale (D.L. 132/2014, convertito in L. 162/2014).

Atti societari

La costituzione di società di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.) richiede l'atto pubblico notarile (art. 2328 c.c. per le S.p.A., art. 2463 c.c. per le S.r.l.). Lo stesso vale per le modifiche statutarie, le operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasformazioni), i verbali di assemblea che deliberano su materie per le quali la legge richiede il verbale notarile e il deposito al Registro delle Imprese.

Autenticazioni e certificazioni

Il notaio autentica le firme apposte su scritture private, certifica la conformità di copie a documenti originali, attesta la data certa di documenti e legalizza firme per l'uso all'estero (apostille).

Protesti

Il notaio è competente a levare il protesto di cambiali e assegni (R.D. 1669/1933), sebbene questa attività sia oggi meno frequente rispetto al passato.

L'imparzialità come obbligo deontologico

A differenza dell'avvocato, che tutela gli interessi di una parte, il notaio è tenuto all'imparzialità. Non rappresenta né il venditore né l'acquirente, né il mutuante né il mutuatario. La sua funzione è garantire che l'atto sia conforme alla legge e che entrambe le parti abbiano piena consapevolezza di ciò che stanno sottoscrivendo.

Questo obbligo di imparzialità è sancito dall'art. 47 del Codice deontologico del Consiglio Nazionale del Notariato e dall'art. 28 della Legge Notarile, che vieta al notaio di ricevere atti espressamente proibiti dalla legge, contrari all'ordine pubblico o al buon costume.

In termini pratici, l'imparzialità si traduce nel dovere di:

  • Spiegare a entrambe le parti il contenuto e gli effetti dell'atto
  • Rifiutare la stipula se rileva irregolarità o se una delle parti non comprende ciò che sta firmando
  • Consigliare il ricorso a un avvocato quando rileva un potenziale conflitto di interessi che la sua funzione non è in grado di risolvere

Come si diventa notaio

L'accesso alla professione notarile avviene esclusivamente tramite concorso pubblico, bandito dal Ministero della Giustizia (art. 5 L. 89/1913). È uno dei concorsi più selettivi dell'ordinamento italiano.

I requisiti per partecipare comprendono:

  • Laurea in giurisprudenza
  • Pratica notarile di almeno 18 mesi presso un notaio in esercizio (art. 5 L. 89/1913, come modificato dalla L. 246/2005)
  • Superamento delle prove scritte (tre temi in diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione) e della prova orale

La percentuale di promossi si attesta storicamente tra il 5% e il 10% dei candidati. Il numero di posti è determinato dalla tabella notarile, che stabilisce il rapporto tra notai e popolazione per ciascun distretto.

La responsabilità del notaio

Il notaio risponde della propria attività su tre livelli distinti.

Responsabilità civile. Il notaio è tenuto a risarcire i danni causati da negligenza, imprudenza o imperizia nell'esercizio delle proprie funzioni (art. 2043 c.c. e, per il rapporto contrattuale con le parti, artt. 1176 e 1218 c.c.). La giurisprudenza ha progressivamente ampliato l'ambito di questa responsabilità, estendendola anche all'obbligo di consulenza fiscale: il notaio che non informa le parti della possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali (ad esempio, le agevolazioni prima casa) può essere chiamato a risarcire il danno.

Responsabilità disciplinare. Il Consiglio Notarile distrettuale e la Commissione di disciplina regionale possono irrogare sanzioni che vanno dall'avvertimento alla sospensione, fino alla destituzione (artt. 135-159 L. 89/1913).

Responsabilità penale. In quanto pubblico ufficiale, il notaio è soggetto ai reati propri della pubblica funzione: falsità ideologica in atto pubblico (art. 479 c.p.), rifiuto di atti d'ufficio (art. 328 c.p.), abuso d'ufficio.

A garanzia dei cittadini, il notaio è obbligato a stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile professionale e a versare un contributo al Fondo di garanzia istituito presso la Cassa Nazionale del Notariato.

Il costo dell'intervento notarile

Il compenso del notaio si compone di tre elementi distinti, che è essenziale non confondere:

  1. Onorario professionale: la remunerazione dell'attività intellettuale del notaio. Dal 2012, con il D.L. 1/2012 (decreto Bersani-bis), le tariffe notarili sono state abolite e il compenso è liberamente determinato dal professionista.

  2. Imposte e tasse: somme che il notaio riscuote per conto dello Stato (imposta di registro, imposta ipotecaria, imposta catastale, IVA, bollo). Il notaio funge da sostituto d'imposta ed è responsabile del versamento.

  3. Spese vive: visure catastali e ipotecarie, certificati, accessi ai registri pubblici, spese di spedizione e archiviazione.

Sul solo onorario si applica l'IVA al 22%. Le imposte versate allo Stato, ovviamente, non sono soggette a ulteriore tassazione.

L'archivio notarile e la conservazione degli atti

Ogni atto notarile viene conservato nel repertorio del notaio e, alla cessazione della sua attività (per pensionamento, trasferimento o decesso), viene trasferito all'Archivio Notarile distrettuale (artt. 36-39 L. 89/1913). Questo sistema garantisce che gli atti siano reperibili e consultabili per un periodo teoricamente illimitato.

L'Archivio Notarile conserva atti che risalgono in alcuni casi a diversi secoli fa, costituendo una fonte storica di primaria importanza oltre che uno strumento di tutela giuridica.


Domande frequenti

Il notaio è obbligatorio per tutte le compravendite immobiliari? Sì. L'art. 2657 c.c. richiede l'atto pubblico o la scrittura privata autenticata per la trascrizione nei registri immobiliari. Senza trascrizione, l'acquisto non è opponibile ai terzi, rendendo l'intervento notarile di fatto indispensabile per qualsiasi trasferimento immobiliare.

Chi sceglie il notaio, il venditore o l'acquirente? Secondo la prassi consolidata e l'art. 1475 c.c., le spese dell'atto di compravendita sono a carico dell'acquirente, che di conseguenza ha il diritto di scegliere il notaio. Nessuna norma vieta tuttavia un diverso accordo tra le parti.

Il notaio può rifiutarsi di stipulare un atto? Sì, e in alcuni casi ne ha l'obbligo. L'art. 28 della Legge Notarile vieta al notaio di ricevere atti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume. Il notaio deve inoltre rifiutare la stipula quando rileva irregolarità insanabili nella documentazione o quando una delle parti non appare in grado di comprendere il contenuto dell'atto.

Cosa succede se il notaio commette un errore? Il notaio risponde civilmente dei danni causati dalla propria negligenza. È obbligato per legge a mantenere una polizza assicurativa per la responsabilità professionale. Il cittadino danneggiato può agire sia nei confronti del notaio sia, in determinati casi, nei confronti del Fondo di garanzia della Cassa Nazionale del Notariato.


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Fonti e riferimenti normativi

  • Legge 16 febbraio 1913, n. 89 (Legge Notarile)
  • Codice civile, artt. 1176, 1218, 1475, 2043, 2657, 2699, 2700
  • D.L. 24 gennaio 2012, n. 1 (abolizione tariffe professionali)
  • D.L. 12 settembre 2014, n. 132, conv. L. 10 novembre 2014, n. 162
  • Codice deontologico del Consiglio Nazionale del Notariato

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza legale. Per questioni specifiche è opportuno rivolgersi a un notaio o a un professionista qualificato.

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