Si sente dire spesso che con una procura generale si può fare qualsiasi cosa in banca: prelevare, firmare un mutuo, dare un'ipoteca. Non è così, e per due ragioni diverse. La prima sta nel codice: una procura generale copre gli atti di ordinaria amministrazione, e per quelli che la eccedono, come un mutuo con ipoteca, i poteri vanno indicati espressamente (art. 1708 c.c., dettato per il mandato). La seconda sta nel rapporto con la banca, che come ogni terzo può sempre chiedere al procuratore di giustificare i suoi poteri e di consegnarle copia della procura (art. 1393 c.c.): se i poteri che le servono non ci sono scritti, l'operazione non si fa.
Conviene quindi distinguere due casi. Per operare su un conto corrente la legge non fissa una forma, e di solito la delega si firma in banca, presentandosi con la persona scelta. Per un mutuo con ipoteca, invece, la forma è obbligata, e la procura passa dal notaio.
Quando può bastare la delega della banca
Chi deve solo far operare un'altra persona sul proprio conto (bonifici, prelievi, pagamenti) di solito non ha bisogno del notaio. Crédit Agricole, per esempio, descrive la delega così: titolare e delegato vanno in banca con documento d'identità e codice fiscale e firmano un'autorizzazione che indica gli eventuali limiti alle operazioni. Il modulo e le regole li decide ogni banca, ed è lei a dire se le basta o se vuole una procura notarile: la domanda va fatta in filiale prima di prendere appuntamento dal notaio. Una delega di questo tipo vale per quel rapporto e per quella banca.
Per il mutuo non basta. La procura deve essere conferita con le forme prescritte per il contratto che il procuratore deve concludere (art. 1392 c.c.), e l'ipoteca che garantisce il mutuo si concede per atto pubblico o per scrittura privata (art. 2821 c.c.) e si iscrive nei registri immobiliari (art. 2808 c.c.) in base a un atto pubblico o a una scrittura con firma autenticata (art. 2835 c.c.). Per questo la procura a firmare un mutuo si fa dal notaio.
Procura per firmare il mutuo
Il caso tipico è l'acquisto di una casa con mutuo quando l'acquirente è all'estero o non può esserci. La procura deve coprire due cose distinte: l'acquisto dell'immobile e la stipula del mutuo, con il potere di concedere l'ipoteca. Possono stare in una sola procura o in due: dipende da che cosa accetta la banca, e va chiesto a lei.
Il consiglio pratico è far vedere la bozza alla banca, o al notaio che stipulerà il mutuo, prima di firmarla. Conviene che la procura identifichi il finanziamento (importo, durata, tasso o criteri per fissarlo) e dia espressamente il potere di concedere l'ipoteca e di firmare la quietanza. Un potere che manca non si aggiunge dopo: serve una nuova procura, o la ratifica di chi l'ha rilasciata (art. 1399 c.c.).
Chi è all'estero può firmare la procura davanti al consolato italiano o a un notaio del posto; nel secondo caso serve di regola l'apostille nei Paesi che aderiscono alla Convenzione dell'Aja (ratificata con la L. 1253/1966), altrimenti la legalizzazione consolare, salvo gli accordi che esentano da ogni formalità (per esempio con la Germania, L. 176/1973). Se la procura è in lingua straniera va allegata una traduzione in italiano certificata (art. 33, comma 3, D.P.R. 445/2000). La banca può chiedere una copia della procura firmata dal procuratore (art. 1393 c.c.); se ne vuole una copia autentica, conviene saperlo prima di firmare. Il percorso è nella guida sulla procura dall'estero.
Quanto costa
Per il nostro calcolatore una procura speciale per banca o mutuo costa 219,60-402,60 € in tutto. L'onorario è libero e il calcolatore lo stima fra 150 e 300 €; sopra ci sono l'IVA al 22% (33-66 €), 32 € di bollo (16 € a foglio, sull'originale e sulla copia) e 4,60 € di diritti di repertorio. Niente imposta di registro: una procura rilasciata per un solo atto, per esempio solo per il mutuo, si registra solo in caso d'uso (D.P.R. 131/1986, Tariffa parte seconda, art. 6). Se la stessa procura copre sia l'acquisto sia il mutuo, chiedi al notaio se va registrata in termine fisso (imposta fissa di 200 €, Tariffa parte prima, art. 11; bollo forfettario di 30 € più 16 € sulla copia conforme) o resta nel caso d'uso; due procure separate, una per atto, restano ciascuna nel caso d'uso. Se la procura firmata in Italia deve essere usata all'estero, l'apostille della Procura della Repubblica aggiunge fino a 16 € (235,60-418,60 € nel calcolatore); chi firma all'estero paga invece l'apostille secondo le tariffe del Paese in cui firma. Per rifare il conto sul tuo caso c'è il calcolatore della procura.
Da portare in studio: documento d'identità e codice fiscale di chi dà la procura e di chi la riceve, i dati della pratica di mutuo se è già avviata, e l'eventuale testo o elenco di clausole chiesto dalla banca.
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