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Costo notaio acquisto negozio (C/1)

Calcola le spese notarili per l'acquisto di un negozio in categoria catastale C/1. Regime fiscale strumentale: IVA 22% + ipotecaria 3% + catastale 1% proporzionali se acquisto da impresa, oppure registro 9% sul prezzo se da privato. Moltiplicatore catastale ridotto a 42,84 (categoria commerciale).

1. Tipo di venditore

3. Dati dell'immobile

* campo obbligatorio

Regime prezzo-valore non applicabile nelle condizioni selezionate (negozi C/1). La base imponibile sarà il prezzo dichiarato; l'onorario non gode della riduzione 30%.

Sistema prezzo-valore (L. 266/2005 art. 1 c. 497)

Il regime applica la base imponibile sul valore catastale (rendita × moltiplicatore) anziché sul prezzo, e riduce del 30% gli onorari notarili (ultimo periodo del c. 497). Si applica solo se ricorrono tutte le condizioni seguenti:

  1. l'atto è soggetto a imposta di registro proporzionale (escluse le cessioni a IVA, es. acquisto da costruttore entro 5 anni dalla fine lavori o con opzione IVA);
  2. l'acquirente è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali (esclusi imprese individuali, professionisti, società, enti, fondi e trust);
  3. l'immobile è abitativo (categorie A/1–A/9 e A/11, esclusa A/10 "uffici") e relative pertinenze con propria rendita catastale e vincolo pertinenziale dichiarato in atto (ris. AdE 149/E/2008);
  4. l'acquirente richiede esplicitamente al notaio l'applicazione del regime in atto;
  5. il prezzo reale è dichiarato in atto (l'occultamento comporta decadenza dal regime e sanzioni dal 50% al 100% della maggior imposta, art. 1 c. 498 L. 266/2005).

Nota: il regime si applica anche agli acquisti all'asta giudiziaria e in espropriazione forzata (Corte Costituzionale n. 6 del 23 gennaio 2014, ris. AdE n. 95/E del 3 novembre 2014).

Senza sistema prezzo-valore la base imponibile è il prezzo. La rendita resta solo a fini informativi.

Il prezzo pattuito nel preliminare di vendita

Inserisci via e numero civico, es. Via Roma 10

Superficie catastale indicata in visura (DPR 138/1998 Allegato C).

Come si calcolano le imposte sull'acquisto di un negozio

Un negozio in categoria catastale C/1 è classificato come immobile strumentale (D.P.R. 633/1972 art. 10 c. 1 n. 8-ter). La formula fiscale è strutturalmente diversa dal residenziale: niente regime prezzo-valore, e da costruttore le imposte ipotecaria e catastale sono proporzionali al prezzo (3% + 1%) anche in esenzione IVA. C/1 include esercizi commerciali in senso lato: negozi al dettaglio, botteghe, bar, ristoranti, pizzerie (la classificazione catastale non distingue per uso ATECO).

Acquisto da privato

Registro 9% sul prezzo dichiarato (residuale ex art. 1 Tariffa Parte I D.P.R. 131/1986), ipotecaria 50 €, catastale 50 €, archivio 38 €. Niente agevolazione prima casa (le categorie C non sono mai abitative). Niente prezzo-valore: la base è sempre il prezzo dichiarato, non il valore catastale.

Acquisto da costruttore entro 5 anni

IVA 22% obbligatoria, registro 200 € fisso, ipotecaria 3% + catastale 1% proporzionali al prezzo (Circolare AdE 22/E/2013). Su un negozio 200k €: IVA 44.000 € + ipo 6.000 € + cat 2.000 €. In cessioni B2B (entrambe le parti soggette IVA) l'IVA viene assolta con reverse charge (art. 17 c. 6 DPR 633/72).

Acquisto da costruttore oltre 5 anni (esenzione IVA)

Esenzione IVA, ma ipotecaria 3% + catastale 1% restano proporzionali — è l'eccezione esplicita all'alternatività IVA/registro (art. 40 D.P.R. 131/1986) prevista per gli strumentali. Si paga solo registro 200 € + ipo 3% + cat 1% + bollo/tassa/voltura standard.

Moltiplicatore catastale C/1

42,84 — il valore più basso della scala catastale (per riflettere la natura commerciale, D.M. 14/12/1991 post-rivalutazione 1997). Esposto a fini informativi: la base imponibile è sempre il prezzo dichiarato (non si applica prezzo-valore). Per confronto: ufficio A/10 = 63, magazzino C/2 = 126.

Acquisto come impresa o ditta individuale

Se acquisti il negozio in qualità di impresa o ditta individuale per esercitare l'attività commerciale, l'IVA applicata dall'impresa cedente è in generale detraibile (art. 19 DPR 633/1972) e diventa neutra dal punto di vista finanziario. Verifica la coerenza ATECO e il regime contabile col commercialista.

Esempi di costo per l'acquisto di un negozio (C/1)

Tre casi tipici differenziati per venditore: privato (registro 9%), costruttore entro 5 anni (IVA strumentali), costruttore oltre 5 anni (esenzione IVA con ipocat proporzionali).

Negozio da privato (registro 9%)

Negozio C/1 da venditore persona fisica, prezzo 120.000 €. Niente prezzo-valore. Registro 9% + ipo 50 € + cat 50 € + archivio 38 €.

Prezzo dichiarato120.000 €
  • Imposta di registro (9% sul prezzo)10.800 €
  • Imposta catastale50 €
  • Imposta ipotecaria50 €
  • Tassa archivio (stima media)38 €
  • Onorario stimato1500 €
  • IVA sull'onorario (22%)330 €
Totale stimato12.768 €

Negozio da costruttore entro 5 anni (IVA strumentali)

Negozio C/1 da costruttore entro 5 anni dalla fine lavori, prezzo 220.000 €. IVA 22% obbligatoria + ipo 3% + cat 1% PROPORZIONALI. Registro 200 € fisso + bollo 230 € + tassa ipo 35 € + voltura 55 €.

Prezzo dichiarato220.000 €
  • IVA strumentali (22% sul prezzo)48.400 €
  • Imposta di registro200 €
  • Imposta ipotecaria (3% sul prezzo)6600 €
  • Imposta catastale (1% sul prezzo)2200 €
  • Bollo230 €
  • Tassa ipotecaria35 €
  • Voltura catastale55 €
  • Onorario stimato1500 €
  • IVA sull'onorario (22%)330 €
Totale stimato59.550 €

Negozio da costruttore oltre 5 anni (esenzione IVA + ipocat 3%+1%)

Stesso negozio del caso precedente, ma vendita oltre 5 anni dalla fine lavori → esenzione IVA. Punto cruciale (Circolare AE 22/E/2013): ipo 3% + cat 1% restano PROPORZIONALI anche in esenzione.

Prezzo dichiarato220.000 €
  • Imposta di registro200 €
  • Imposta ipotecaria (3% sul prezzo)6600 €
  • Imposta catastale (1% sul prezzo)2200 €
  • Bollo230 €
  • Tassa ipotecaria35 €
  • Voltura catastale55 €
  • Onorario stimato1500 €
  • IVA sull'onorario (22%)330 €
Totale stimato11.150 €

Onorario notarile: stima indicativa di mercato. Acquisto da privato: scala regressiva 1,0% sotto 150k € / 0,8% 150k–500k € / 0,5% oltre 500k €, con floor 1.500 €. Acquisto da costruttore/impresa: 0,5% sul prezzo, con floor 1.500 €. Il tariffario DM 27.11.2001 è stato abolito dal D.L. 1/2012: ogni notaio fissa autonomamente le proprie tariffe in regime di libera concorrenza. Per il preventivo effettivo richiedi quotazione al notaio.

Domande frequenti

Bar, ristoranti e pub rientrano in categoria C/1?

Sì. La categoria catastale C/1 include «negozi e botteghe» ed è la classificazione standard per tutti gli esercizi commerciali e di somministrazione (bar, ristoranti, pizzerie, pub). Le formule fiscali del calcolatore (registro 9% da privato o IVA strumentali 22% + ipo 3% + cat 1% da costruttore) si applicano identicamente.

Posso usare il prezzo-valore per l'acquisto di un negozio?

No. Il regime prezzo-valore (L. 266/2005 art. 1 c. 497) è limitato ai fabbricati abitativi (categorie A escluse A/10). C/1 è categoria commerciale e ne è esclusa per legge: la base imponibile è sempre il prezzo dichiarato.

Acquisto un negozio in centro storico vincolato: cambiano le imposte?

No. L'aliquota resta il 9% (o IVA strumentale da costruttore). La storica riduzione dell'imposta di registro al 3% sui trasferimenti di immobili di interesse storico-artistico è stata abrogata dall'art. 26 DL 104/2013 con decorrenza 1° gennaio 2014: oggi i trasferimenti di immobili vincolati ex D.Lgs. 42/2004 scontano il regime ordinario. Sopravvivono solo agevolazioni IMU (riduzione 50%) e IRPEF, non sul registro proporzionale dei trasferimenti.

Differenza fra C/1 (negozio) e C/3 (laboratorio artigiano)?

Aliquote identiche: registro 9% da privato o IVA strumentale 22% + ipo 3% + cat 1% da costruttore. Cambia solo il coefficiente per il valore catastale informativo: 42,84 per C/1 (più basso perché commerciale puro), 126 per C/3. Differenza irrilevante ai fini delle imposte, che si calcolano sempre sul prezzo dichiarato.

L'IVA al 22% pagata su un negozio acquistato da impresa è detraibile se vendo al dettaglio (B2C)?

Sì, la detrazione spetta in misura piena se l'attività svolta nel negozio genera operazioni imponibili IVA. Il commercio al dettaglio B2C scarica l'IVA al pari del B2B: l'art. 19 DPR 633/72 lega la detrazione alla destinazione del bene a operazioni soggette a imposta, non alla natura del cliente. Scattano limiti solo per attività esenti (es. sanitarie, finanziarie ex art. 10 DPR 633/72), dove opera il pro-rata di indetraibilità (art. 19 c. 5 DPR 633/72). La differenza pratica con il B2B sta nel meccanismo: nelle cessioni B2C il cedente addebita IVA in fattura, nelle B2B con opzione si passa per reverse charge (art. 17 c. 6 lett. a-bis DPR 633/72).

Acquisto un negozio in regime forfetario per la mia attività commerciale: posso detrarre l'IVA?

No. Il regime forfetario (L. 190/2014 art. 1 c. 54-89) esclude integralmente la detrazione dell'IVA sugli acquisti, compresi gli immobili strumentali. L'IVA al 22% pagata al cedente diventa costo deducibile, ma non recuperabile come credito. Su un negozio da 200.000 € sono 44.000 € che restano in capo all'acquirente. Prima di firmare il preliminare conviene valutare se l'uscita dal forfetario (ricavi sopra 85.000 € o opzione volontaria) ripaga, considerando anche le aliquote ordinarie IRPEF rispetto al 5%-15% sostitutivo del forfait.

Conviene fiscalmente comprare un negozio sfitto o uno locato in atto?

Sul registro e sull'IVA d'atto la differenza è zero: la cessione del fabbricato strumentale segue il proprio regime indipendentemente dalla presenza di un contratto di locazione, che si trasferisce ex lege all'acquirente (art. 1599 c.c.). La convenienza si gioca su due piani diversi. Primo: il negozio locato genera reddito da subito. Secondo: lo sfitto consente l'uso diretto e di solito si negozia con uno sconto sul prezzo del 5-15% rispetto al locato a canone congruo. Verifica sempre durata residua, congruità del canone OMI e clausole di disdetta prima di chiudere.

Esistono agevolazioni fiscali per l'acquisto di un negozio in zone franche urbane?

Le Zone Franche Urbane (ZFU) introdotte dalla L. 296/2006 art. 1 c. 340 e seguenti operano sulla fiscalità d'esercizio della microimpresa insediata (esenzione IRPEF/IRES sul reddito, IRAP, IMU sui beni strumentali entro plafond e periodi delimitati), non sulle imposte d'atto della compravendita. Registro 9% e IVA 22% restano dovuti per intero. Le ZFU attive variano nel tempo per decreto MIMIT: a oggi sono operative perimetri nei comuni del cratere sismico Centro Italia 2016 e in alcune aree del Mezzogiorno. Conviene verificare l'elenco aggiornato sul portale Invitalia prima di calcolare il beneficio, e ricordare che l'esenzione decorre dall'avvio dell'attività dichiarato in ZFU, non dal rogito d'acquisto.

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