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Costo notaio seconda casa

Calcola le spese notarili per l'acquisto di una seconda casa (categoria abitativa non agevolata): registro 9% sul valore catastale in regime prezzo-valore, moltiplicatore 126, IVA 10% da costruttore. Aliquote 2026 + considerazioni IMU, plusvalenza, locazione breve.

1. Tipo di venditore

3. Dati dell'immobile

* campo obbligatorio

Sistema prezzo-valore (L. 266/2005 art. 1 c. 497)

Il regime applica la base imponibile sul valore catastale (rendita × moltiplicatore) anziché sul prezzo, e riduce del 30% gli onorari notarili (ultimo periodo del c. 497). Si applica solo se ricorrono tutte le condizioni seguenti:

  1. l'atto è soggetto a imposta di registro proporzionale (escluse le cessioni a IVA, es. acquisto da costruttore entro 5 anni dalla fine lavori o con opzione IVA);
  2. l'acquirente è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali (esclusi imprese individuali, professionisti, società, enti, fondi e trust);
  3. l'immobile è abitativo (categorie A/1–A/9 e A/11, esclusa A/10 "uffici") e relative pertinenze con propria rendita catastale e vincolo pertinenziale dichiarato in atto (ris. AdE 149/E/2008);
  4. l'acquirente richiede esplicitamente al notaio l'applicazione del regime in atto;
  5. il prezzo reale è dichiarato in atto (l'occultamento comporta decadenza dal regime e sanzioni dal 50% al 100% della maggior imposta, art. 1 c. 498 L. 266/2005).

Nota: il regime si applica anche agli acquisti all'asta giudiziaria e in espropriazione forzata (Corte Costituzionale n. 6 del 23 gennaio 2014, ris. AdE n. 95/E del 3 novembre 2014).

La trovi nella visura catastale o nell'atto di provenienza

Il prezzo pattuito nel preliminare di vendita

Inserisci via e numero civico, es. Via Roma 10

Superficie comprensiva di muri e pertinenze (norma UNI 10750).

Come si calcolano le imposte sulla seconda casa

La seconda casa (categoria abitativa non di lusso, in assenza dei requisiti per la prima casa) sconta l'imposta di registro al 9% sul valore catastale in regime prezzo-valore (D.P.R. 131/1986 art. 1 Tariffa Parte I + L. 266/2005 art. 1 c. 497), ipotecaria e catastale fisse a €50 ciascuna. Il moltiplicatore catastale è 126, non 115,5 come prima casa: per la stessa rendita catastale di €1.000 la base imponibile sale da €115.500 a €126.000, e l'imposta di registro da €2.310 a €11.340. Il delta è di oltre €9.000 sulla sola voce registro, prima di considerare l'IMU ricorrente (che la prima casa non paga).

IMU annuale: la voce ricorrente che la prima casa non ha

La seconda casa paga IMU ogni anno (D.Lgs. 504/1992 art. 5, aliquote ridisegnate dalla L. 160/2019 c. 738-783 dopo l'abolizione della TASI). Aliquota base 0,86% (8,6‰) del valore catastale rivalutato del 5% e moltiplicato per 160. Il comune può modulare fino all'1,06% (10,6‰). Su rendita €1.000 il valore IMU è €168.000: aliquota base €1.445/anno, massima €1.781/anno. Milano e Roma applicano spesso il massimo; piccoli comuni restano sulla base. A 10 anni di possesso parliamo di €14.000-€18.000 di sole IMU, spesso superiore alla differenza fiscale di registro pagata al rogito. La pianificazione patrimoniale di una seconda casa va fatta integrando registro one-shot + IMU ricorrente.

Plusvalenza in rivendita entro 5 anni

La rivendita della seconda casa entro 5 anni dall'acquisto genera plusvalenza imponibile come reddito diverso ex art. 67 c. 1 lett. b D.P.R. 917/1986 (TUIR). Eccezioni: acquisto per successione, oppure destinazione ad abitazione principale del cedente o dei familiari per la maggior parte del periodo di possesso. Dalla quinta annualità in poi la plusvalenza è esente. Per chi vende entro i 5 anni, l'art. 1 c. 496 della L. 266/2005 apre l'opzione per l'imposta sostitutiva del 26% in luogo dell'IRPEF ordinaria — richiesta al notaio in atto, versamento a cura del notaio. Spesso più conveniente dell'aliquota marginale IRPEF, da valutare con il commercialista. Esempio: rivendita €230.000 dopo 3 anni di un immobile comprato €180.000, plusvalenza €50.000 → sostitutiva €13.000 vs IRPEF marginale al 43% (€21.500) sopra €50k di reddito complessivo: la differenza è netta a favore della sostitutiva per chi ha redditi medio-alti.

Locazione breve della seconda casa: regime 2026

Tre limiti convivono dal 2026. Aliquota cedolare: 21% sulla prima unità in locazione breve, 26% dalla seconda in poi (art. 4 c. 1 D.L. 50/2017 come modificato da L. 213/2023 art. 1 c. 63). Soglia attività non imprenditoriale: max 2 unità in locazione breve nello stesso anno fiscale dal 2026 (era 4 fino al 2025); superata, si esce dal regime e si apre partita IVA. CIN obbligatorio: dal 1° gennaio 2025 va esposto il Codice Identificativo Nazionale in tutti gli annunci online e offline (D.L. 145/2023 art. 13-ter), pena sanzione €800-€8.000 per ogni annuncio non conforme. Per chi acquista una seconda casa con intenzione locativa, il modello fiscale 2026 va impostato considerando: aliquota effettiva 21% o 26%, CIN richiesto via portale BDSR del Ministero del Turismo, IMU su valore catastale, eventuale imposta di soggiorno riscossa per conto del Comune.

Mutuo seconda casa: imposta sostitutiva al 2%

Sul mutuo destinato all'acquisto della seconda casa l'imposta sostitutiva è il 2% del finanziato (D.P.R. 601/1973 art. 17, secondo periodo), otto volte l'aliquota agevolata dello 0,25% riservata alla prima casa. Per un mutuo di €200.000 la sostitutiva seconda casa pesa €4.000, contro €500 di un mutuo prima casa equivalente. La voce è trattenuta dalla banca all'erogazione e non compare in fattura notaio. L'onorario sull'atto di mutuo (separato da quello sulla compravendita) si attesta sui €1.500-2.500 + IVA 22% nella prassi di mercato post-DL 1/2012. Detraibilità IRPEF degli interessi al 19%: non spetta sulla seconda casa, è riservata all'abitazione principale.

Esempi di costo seconda casa

Casi tipici: seconda casa privato vs costruttore, mare/montagna, investimento locativo. Il regime fiscale è identico, cambia l'impatto IMU ricorrente per zona.

Seconda casa da privato — investment buy

Rendita catastale €1.200/anno (appartamento 90-110 mq, seconda casa investimento o vacanza), no agevolazione: registro 9% sul valore catastale (126 × rendita = €151.200) con minimo €1.000. A questo si somma IMU annuale ricorrente che la prima casa non paga.

Valore catastale151.200 €
  • Imposta di registro (9%)13.608 €
  • Imposta catastale50 €
  • Imposta ipotecaria50 €
  • Tassa archivio38 €
  • Onorario stimato1050 €
  • IVA sull'onorario (22%)231 €
Totale stimato15.027 €

Seconda casa da costruttore (IVA 10%)

Prezzo dichiarato €250.000, seconda casa: IVA al 10% sul prezzo (€25.000) ex D.P.R. 633/1972 Tabella A Parte III n. 127-undecies, registro/ipo/cat fisse €200 + bollo €230 + tassa ipotecaria €35 + voltura €55. Oltre 5 anni dalla fine lavori il costruttore può uscire dall'IVA in esenzione art. 10 c. 1 n. 8-bis (più conveniente).

Prezzo dichiarato250.000 €
  • IVA sull'immobile (10%)25.000 €
  • Imposta di registro200 €
  • Imposta catastale200 €
  • Imposta ipotecaria200 €
  • Bollo230 €
  • Tassa ipotecaria35 €
  • Voltura catastale55 €
  • Onorario stimato1500 €
  • IVA sull'onorario (22%)330 €
Totale stimato27.750 €

Società che acquista seconda casa — fuori prezzo-valore

Stesso immobile (rendita €1.200, prezzo €250.000) ma acquirente non persona fisica (società, ditta individuale, ente): il regime prezzo-valore L. 266/2005 art. 1 c. 497 non si applica. Base imponibile = prezzo dichiarato (€250.000, non €151.200 catastale). Registro 9% su €250.000 + onorario senza riduzione 30%. Il costo fiscale sale del ~65% rispetto allo stesso atto fatto da persona fisica.

Prezzo dichiarato250.000 €
  • Imposta di registro (9% sul prezzo)22.500 €
  • Imposta catastale50 €
  • Imposta ipotecaria50 €
  • Tassa archivio38 €
  • Onorario stimato (no riduzione 30%)2000 €
  • IVA sull'onorario (22%)440 €
Totale stimato25.078 €

Domande frequenti sulla seconda casa

Quanto pago di IMU sulla seconda casa rispetto alla prima?

La prima casa (esclusi A/1, A/8, A/9) è esente IMU. La seconda casa paga IMU annuale con aliquota base dello 0,86% (8,6‰) del valore catastale rivalutato del 5% e moltiplicato per 160 (moltiplicatore introdotto dall'art. 13 c. 4 D.L. 201/2011 — Salva Italia — sostitutivo della scala storica del D.Lgs. 504/1992 art. 5; rivalutazione 5% conforme all'art. 3 c. 48 L. 662/1996), che i Comuni possono modulare fino al massimo dell'1,06% (10,6‰) ex L. 160/2019 c. 738-783. Su una seconda casa con rendita catastale di €1.000 il valore IMU è (€1.000 × 1,05) × 160 = €168.000; aliquota base €1.445/anno, aliquota massima €1.781/anno. Va calcolata l'IMU effettiva del comune dove si trova l'immobile (cambia sensibilmente: Milano e Roma applicano spesso il massimo, comuni minori restano sulla base). Variazioni di destinazione (ad esempio prima casa che diventa seconda dopo trasferimento di residenza) generano IMU pro-rata dal mese successivo al cambio.

Se rivendo la seconda casa in plusvalenza entro 5 anni, quanto pago?

La plusvalenza è tassata come reddito diverso ex art. 67 c. 1 lett. b TUIR (D.P.R. 917/1986) se la rivendita avviene entro 5 anni dall'acquisto, con eccezione per gli immobili acquisiti per successione o destinati a uso abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo di possesso. Su una seconda casa comprata €180.000 e rivenduta €230.000 entro 5 anni la plusvalenza imponibile è €50.000 (decurtati eventuali costi inerenti documentati: notaio, intermediazione, ristrutturazione). L'art. 1 c. 496 L. 266/2005 permette di optare per l'imposta sostitutiva del 26% in luogo della tassazione ordinaria IRPEF: la richiesta va fatta al notaio in atto e l'imposta è versata dal notaio per conto del cedente. Per la stessa plusvalenza la sostitutiva costa €13.000, di norma più conveniente dell'IRPEF marginale.

Posso affittare la seconda casa con cedolare 21% nel 2026?

Sì, ma con regole rese più stringenti negli ultimi due anni fiscali. La cedolare secca al 21% (art. 4 c. 1 D.L. 50/2017, modificato dalla L. 213/2023 art. 1 c. 63) vale solo sulla PRIMA unità immobiliare adibita a locazione breve (contratti sotto 30 giorni) scelta dal contribuente nella dichiarazione dei redditi; dalla seconda unità in poi sale al 26%. La Legge di Bilancio 2026 ha ulteriormente abbassato la soglia di accesso al regime non imprenditoriale da 4 a 2 unità immobiliari in locazione breve nell'anno: oltre 2 unità si rientra nell'attività imprenditoriale, con apertura della partita IVA e uscita dalla cedolare. Per i contratti di locazione lunga (4+4 o 3+2) la cedolare resta al 21% (10% se a canone concordato) indipendentemente dal numero di immobili posseduti. Va sempre comunicato il contratto di locazione breve via SCIA al comune e dal 1° gennaio 2025 va esposto il CIN (Codice Identificativo Nazionale, D.L. 145/2023 art. 13-ter) in tutti gli annunci, pena sanzione tra €800 e €8.000 per ogni annuncio non conforme.

Da costruttore conviene l'IVA 10% o c'è alternativa con cessione esente?

Da costruttore entro 5 anni dalla fine lavori la cessione è obbligatoriamente IVA: 10% sul prezzo dichiarato per la seconda casa abitativa, 22% per il lusso, 4% per la prima casa (D.P.R. 633/1972 Tabella A Parte III n. 127-undecies). Oltre 5 anni dalla fine lavori scatta l'esenzione IVA opzionale (D.P.R. 633/1972 art. 10 c. 1 n. 8-bis): il costruttore può scegliere se restare in IVA (di rado lo fa per seconda casa, dove la detraibilità per l'acquirente è in genere nulla) o uscirne, recuperando i meccanismi del registro proporzionale. In esenzione IVA seconda casa: registro 9% sul valore catastale in regime prezzo-valore, ipo + cat €50 fisse, esattamente come dal privato. La scelta operativa la fa il costruttore, non l'acquirente.

Pensionato AIRE: ho diritto a IMU ridotta sulla seconda casa in Italia?

Sì, al 50%, su una sola unità immobiliare. La riduzione è stata introdotta dall'art. 1 c. 48 della L. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021), in vigore dal 2021. Per il solo anno 2022 era ulteriormente ridotta al 37,5% per effetto dell'art. 1 c. 743 L. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), ma la misura è poi rientrata al 50% dal 2023 ed è rimasta tale per 2024 e 2025. Requisiti cumulativi: iscrizione AIRE, residenza stabile in un Paese estero (non Italia), percezione di una pensione erogata in regime di convenzione internazionale con l'Italia (lista delle convenzioni gestita dal MEF), proprietà di una sola unità abitativa in Italia non locata né concessa in comodato. La PdL 956-A approvata dalla Camera il 4 dicembre 2025 (229 voti, unanimità) estende dal 2026 l'agevolazione ai cittadini iscritti AIRE con almeno 5 anni di pregressa residenza in Italia, su unica unità abitativa non locata né concessa in comodato, situata nel Comune di iscrizione AIRE e con popolazione fino a 5.000 abitanti; lo sgravio è graduato sulla rendita (esenzione totale se rendita ≤€200, paga il 40% dell'IMU se rendita €201-300, paga il 67% se €301-500) oltre a riduzione TARI 50% senza vincolo di rendita. Riforma operativa solo dopo passaggio al Senato e firma del Presidente; stima circa 100.000 connazionali interessati.

Differenza fiscale tra trasferire la residenza nella seconda casa o lasciarla come investimento?

Trasferire la residenza converte la seconda casa in prima casa per il futuro (non retroattivamente: il registro 9% pagato al rogito resta acquisito al fisco). Effetti dal trasferimento: niente IMU dal mese successivo se la categoria non è A/1, A/8, A/9; detraibilità IRPEF 19% degli interessi del mutuo entro €4.000 annui rigo E7 del 730; accesso al credito d'imposta L. 448/1998 se si vende per ricomprare; possibilità di cedolare 10% (vs 21%) sui contratti di locazione a canone concordato firmati dal nuovo proprietario in futuro. Effetto inverso da considerare: la vecchia prima casa diventa seconda casa per il fisco con tutte le conseguenze (IMU, plusvalenza se rivenduta entro 5 anni dall'originario acquisto, niente cedolare 10%).

Acquisto seconda casa al mare o in montagna: ci sono micro-tasse comunali aggiuntive?

Sì, ma sono micro-importi rispetto al registro. La TARI (tassa rifiuti) si paga ovunque indipendentemente dall'uso, con tariffe differenziate per comuni turistici (Sardegna, Costa Smeralda, lago di Garda spesso applicano +20-30% sul tariffario base per le seconde case). L'imposta di soggiorno (introdotta dal D.Lgs. 23/2011 art. 4) è dovuta solo se affitti l'immobile a turisti, e va riscossa dal locatore per essere riversata al comune (es. Roma €4-7/notte per persona, Firenze €4-8, Venezia €1-5 a seconda della struttura). I comuni dei laghi maggiori, Sardegna costiera e Costa Amalfitana applicano spesso aliquote IMU al massimo (1,06%) per le seconde case non locate: il differenziale rispetto alla base 0,86% pesa €240-310/anno per ogni €1.000 di rendita catastale.

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